Archivio

Loving
Prima visione

Loving

(Gran Bretagna/USA 2016) di Jeff Nichols - 123'
martedì 13/ 02/ 2018 21
mercoledì 14/ 02/ 2018 21

Ispirato a una storia vera, è un omaggio al coraggio e all'impegno di una coppia mista, Richard e Mildred Loving, che si sono innamorati e sposati nel 1958. I due giovani sono cresciuti a Central Point, una cittadina della Virginia, dove la comunità è più progressista nei confronti dell'integrazione tra le diverse etnie rispetto ad altre zone del sud degli Stati Uniti...

Final Portrait - L
Prima visione

Final Portrait - L'arte di essere amici

(Gran Bretagna/Francia 2018) di Stanley Tucci - 90'
giovedì 08/ 02/ 2018 21
venerdì 09/ 02/ 2018 21
sabato 10/ 02/ 2018 18.30 - 21
domenica 11/ 02/ 2018 18.30 - 21

Nell’alluvione attuale di biopic dedicati agli artisti, non poteva mancarne uno dedicato ad Alberto Giacometti, gran nome della storia, e del mercato, dell’arte moderna. Un  suo bronzo , “Pointing Man”, è stato battuto a un’asta Christie’s di New York, nel maggio 2015, per oltre 141 milioni di dollari: record mondiale per una scultura...

Sami Blood
Prima visione

Sami Blood

(Svezia/Norvegia/Danimarca 2016) di Amanda Kernell - 110'
martedì 06/ 02/ 2018 21
mercoledì 07/ 02/ 2018 21

Lo scontro di due civiltà – gli indigeni lapponi (Sami) e gli svedesi – sembra passare necessariamente per una dicotomia che molto si avvicina all’opposizione fondamentale del western classico, quella tra una wilderness fatta di natura, purezza e sensazioni e una civilisation chiusa tra i confini di una città e di un complesso di norme e pregiudizi passivamente accettati...

Morto Stalin, se ne fa un altro
Prima visione

Morto Stalin, se ne fa un altro

(Francia/Gran Bretagna 2017) di Armando Iannucci - 107'
giovedì 01/ 02/ 2018 21
venerdì 02/ 02/ 2018 21
sabato 03/ 02/ 2018 18.30 - 21
domenica 04/ 02/ 2018 18.30 - 21

Cosa fecero Malenkov, Kruscev, Molotov, Beria e gli altri stretti collaboratori di Stalin quando, la sera del 28 febbraio del 1953, trovarono il dittatore riverso nel suo studio di Kountsevo colpito da un ictus? A questa e ad altre domande risponde causticamente la black comedy che Armando Iannucci ha adattato da una graphic novel francese, sceneggiatura di Fabien Nury e disegni di Thierry Robin: panico, intrighi, sgambetti, paranoie, epurazioni , vendette, rincorsa al potere, la tragedia che si trasforma in farsa, una corsa nell’acido...

Tanna
Prima visione

Tanna

(Australia/Vanuatu 2015) di Bentley Dean, Martin Butler - 104'
martedì 30/ 01/ 2018 21
mercoledì 31/ 01/ 2018 21

V.O. IN LINGUA VANUATU SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Presentato durante la settimana della critica di Venezia 2015, Tanna rappresenta l'esordio nel lungometraggio di finzione dei due documentaristi Bentley Dean e Martin Butler e può vantare un primato di tutto rispetto. E' infatti il primo film di produzione australiana (anche se in realtà si tratta di una coproduzione con la locale repubblica di Vanuatu) ad essere stata nominato all'Oscar nella categoria di Miglior Film in Lingua Straniera...

Mal di pietre
Prima visione

Mal di pietre

(Francia 2015) di Nicole Garcia - 120'
martedì 23/ 01/ 2018 21
mercoledì 24/ 01/ 2018 21

Gabrielle proviene da un piccolo villaggio del Sud della Francia, in un momento in cui il sogno del vero amore è considerato scandaloso, se non addirittura folle. Contro la volontà della ragazza, infatti, i genitori di Gabrielle hanno deciso di darla in sposa a José, onesto e amorevole contadino spagnolo, convinti che farà di lei una donna rispettabile...

Corpo e anima
Prima visione

Corpo e anima

(Ungheria 2017) di Ildikó Enyedi - 116'
giovedì 18/ 01/ 2018 21
venerdì 19/ 01/ 2018 21
sabato 20/ 01/ 2018 18.30 - 21
domenica 21/ 01/ 2018 18.30 - 21

ORSO D'ORO - FESTIVAL DI BERLINO 2017

Il tema vero del film, Orso d’Oro a Berlino e in corsa per l’Oscar, è: qual è la natura del legame che ci unisce, noi esseri umani?  Noi, maschi e femmine della specie? Per cogliere questa natura enigmatica, la regista ungherese, già Camera d’Or a Cannes con il suo primo film, Il mio XX secolo, imbastisce con grande maestria e acume un ritroso, altalenante balletto a due, tra il direttore finanziario di mezza età e la nuova ispettrice alla qualità di un macello di Budapest...

Robert Doisneau - La lente delle meraviglie
Prima visione

Robert Doisneau - La lente delle meraviglie

(Francia 2016) di Clémentine Deroudille - 80'
martedì 16/ 01/ 2018 21
mercoledì 17/ 01/ 2018 21

VERSIONE ORIGINALE FRANCESE SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Gli innamorati che si baciano rapiti tra la folla caotica di Parigi è senza dubbio la foto che l'ha consacrato come artista mondiale. Poco importa che il "Bacio davanti all'hote De Ville", scatto in bianco e nero del 1950, non fosse un'immagine "rubata", ma costruita con l'aiuto di due modelli. Quell'immagine meravigliosa è indiscutibilmente un'icona del '900, un fotogramma affascinante e giocoso che fa parte del nostro immaginario collettivo...

Parliamo delle mie donne
Prima visione

Parliamo delle mie donne

(Francia 2014) di Claude Lelouch - 109'
martedì 09/ 01/ 2018 21
mercoledì 10/ 01/ 2018 21

Jacques, fotografo di guerra di fama internazionale e padre assente, trascorre più tempo a prendersi cura della sua fotocamera che delle sue quattro figlie Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Trasferitosi da Parigi a Praz-sur-Arly, un paesino ai piedi del Monte Bianco, vuole trascorrere un felice riposo dal lavoro in una splendida baita nelle Alpi con la sua nuova compagna Nathalie...

Loveless
Prima visione

Loveless

(Russia/Francia/Belgio/Germania 2017) di Andrey Zvyagintsev - 126'
giovedì 28/ 12/ 2017 21
venerdì 29/ 12/ 2017 21
sabato 30/ 12/ 2017 18.30 - 21
domenica 31/ 12/ 2017 18.30 - 21
lunedì 01/ 01/ 2018 18.30 - 21
martedì 02/ 01/ 2018 21
mercoledì 03/ 01/ 2018 21

GRAN PREMIO DELLA GIURIA - CANNES 2017

Nella scena migliore, che è anche la più straziante del film, la madre va in bagno, fa I suoi bisogni ed esce chiudendo la porta, dietro la quale appare all’improvviso suo figlio, che era lì nascosto e che sta piangendo disperatamente un pianto assolutamente e tragicamente silenzioso. Fuori, intanto, i due genitori continuano a litigare e a insultarsi a voce altissima. Di lì a poco, il ragazzino deciderà di scomparire per sempre...

L
Prima visione

L'Insulto

(Libano/Francia 2017) di Ziad Doueiri - 113'
giovedì 21/ 12/ 2017 21
venerdì 22/ 12/ 2017 21
sabato 23/ 12/ 2017 21
domenica 24/ 12/ 2017 18.30 -21
lunedì 25/ 12/ 2017 16.30 - 18.30 - 21
martedì 26/ 12/ 2017 16.30 - 18.30 - 21

Il regista de L’Insulto, proposto con grande successo critico in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, ha dichiarato che il film gli è stato ispirato da un incidente accadutogli qualche anno or sono: un’uscita verbale infelice in un momento di nervosismo. Cosa accade difatti all’inizio del film? Alcuni operai, nell’odierna Beirut, mentre stanno restaurando la facciata di una palazzina sistemano una grondaia difettosa che lascia cadere acqua sui passanti in strada...

Raffaello - Il Principe delle Arti

Raffaello - Il Principe delle Arti

(Italia 2017) di Luca Viotto - 90'
martedì 19/ 12/ 2017 21
mercoledì 20/ 12/ 2017 21

Dopo il successo dei primi tre film, Sky, Musei Vaticani e Nexo Digital, in collaborazione con Magnitudo Film, presentano il quarto film d’arte per il cinema: Raffaello - il Principe delle Arti, la prima trasposizione cinematografica mai realizzata su Raffaello Sanzio (1483-1520), uno degli artisti più celebri al mondo. Il film, prodotto da Sky 3D, con Sky Cinema e Sky Arte, è stato riconosciuto di interesse culturale...

Maurizio Cattelan: Be right Back

Maurizio Cattelan: Be right Back

(USA 2016) di Maura Axelrod - 90'
martedì 12/ 12/ 2017 21
mercoledì 13/ 12/ 2017 21

VERSIONE ORIGINALE INGLESE SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Dal suo debutto, alla mostra All del Guggenheim di New York, fino all'annunciato ritiro e al ritorno con la rivista Toilet Paper, Maurizio Cattelan ha sempre fatto parlare di sé; per diventare, oggi, uno degli artisti più quotati della nostra epoca. Tramite interviste a critici, galleristi e fidanzate, cerchiamo di capire chi si cela dietro alle opere che dividono il mondo dell'arte in due. In fondo Maurizio Cattelan è così: o lo ami o lo detesti...

Michelangelo - Amore e Morte

Michelangelo - Amore e Morte

(Gran Bretagna 2017) di David Bickerstaff - 91'
martedì 05/ 12/ 2017 21
mercoledì 06/ 12/ 2017 21

Uomo dall'energia straripante, ossessionato dall'arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi...

The Square
Prima visione

The Square

(Svezia/Germania/Francia/Danimarca 2017) di Ruben Östlund - 145'
giovedì 30/ 11/ 2017 21
venerdì 01/ 12/ 2017 21
sabato 02/ 12/ 2017 18.15 - 21
domenica 03/ 12/ 2017 18.15 - 21

PALMA D'ORO MIGLIOR FILM - CANNES 2017

Christian è un padre divorziato che ama passare il tempo con le sue due figlie. Apprezzato conservatore di un museo d'arte contemporanea, Christian, che è anche una di quelle persone che guidano l'auto elettrica e sostengono le cause umanitarie, sta preparando la prossima mostra, dal titolo "The Square": un'installazione volta a promuovere l'altruismo attraverso uno spazio simbolico in cui possono accadere solo cose positive. A volte, però, è difficile vivere all'altezza dei propri ideali e quando a Christian viene rubato il telefono cellulare, la sua reazione non è del tutto onorevole. Nel frattempo, l'ufficio stampa del museo lancia un'efficace campagna pubblicitaria per l'evento che riscuote un successo tanto inaspettato da far precipitare Christian in una crisi profonda...

I am not your Negro
Prima visione

I am not your Negro

(USA/Francia/Belgio/Svizzera 2016) di Raoul Peck - 93'
martedì 28/ 11/ 2017 21
mercoledì 29/ 11/ 2017 21

VERSIONE ORIGINALE INGLESE SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

In una Berlinale mai così avara di film americani, il contributo a stelle e strisce più importante bisognava andarselo a cercare nella sezione Panorama Dokumente. E basta citare il titolo per capire perché: I Am Not Your Negro dell'haitiano Raoul Peck, peraltro coprodotto da Francia, Usa, Belgio e Svizzera, è infatti un'appassionante controstoria degli Stati Uniti raccontata dal punto di vista degli afroamericani...

Enrico Rava - Note necessarie
Prima visione

Enrico Rava - Note necessarie

(Italia 2015) di Monica Affatato - 97'
martedì 21/ 11/ 2017 21
mercoledì 22/ 11/ 2017 21

Da Torino a New York, da Buenos Aires ad Atlanta, Enrico Rava ha plasmato il jazz contemporaneo degli ultimi cinquant'anni. Nel film, assieme a colleghi e amici, ripercorre la sua vita salvata e modellata dall'incontro con la musica. Con il trombettista, le sue storie personali e gli incontri avvincenti dagli anni Sessanta fino ad oggi, Enrico Rava -  Note Necessarie ci accompagna in un viaggio...

A casa nostra
Prima visione

A casa nostra

(Francia/Belgio 2016) di Lucas Belvaux - 114'
martedì 14/ 11/ 2017 21
mercoledì 15/ 11/ 2017 21

Una mattina all’alba, le strade deserte, un furgone consegna il latte, qualche lavoratore particolarmente mattiniero esce di casa, un contadino mentre passa il trattore su un campo urta l’ennesima bomba inesplosa sepolta dalla Seconda guerra mondiale. I rumori e i silenzi di un paese immerso in una campagna aspra e piena di rovine industriali, in una delle zone meno turistiche di Francia, a pochi chilometri dalle rivolte nei campi d’accoglienza di Calais e dalle spiagge di Dunkerque raccontate da Nolan...

Una mattina all’alba, le strade deserte, un furgone consegna il latte, qualche lavoratore particolarmente mattiniero esce di casa, un contadino mentre passa il trattore su un campo urta l’ennesima bomba inesplosa sepolta dalla Seconda guerra mondiale. I rumori e i silenzi di un paese immerso in una campagna aspra e piena di rovine industriali, in una delle zone meno turistiche di Francia, a pochi chilometri dalle rivolte nei campi d’accoglienza di Calais e dalle spiagge di Dunkerque raccontate da Nolan. Il Nord Passo di Calais è una delle regioni in cui il Front National di Marine Le Pen è esploso negli ultimi anni, ottenendo percentuali tanto alte quanto quelle della sinistra fino a non molti anni fa, grazie ai molti operai presenti in zona e a una crisi del sistema industriale locale, mai riuscito a riconvertirsi. Non stupisce quindi che il belga Lucas Belvaux, in una zona che somiglia alla realtà raccontata dai connazionali fratelli Dardenne nei loro film, abbia scelto la zona fra Lens e Lilla per raccontare in A casa nostra, in maniera appena camuffata da nomi diversi, i pericoli legati al Front National. Protagonista è una giovane donna, un’infermiera di nome Pauline interpretata con la consueta abilità empatica dalla brava Émilie Dequenne, soldato semplice di uno stato sociale che resiste e si impegna con passione e amore per gli altri, visitando a domicilio anziani e pazienti di ogni estrazione sociale. Un padre operaio comunista malato, due figli senza un padre presente, si vede offrire da un suo collega, medico stimato e già parlamentare europeo, la candidatura a sindaco per un partito di destra estrema, appena riconvertito alla rispettabilità dopo molti anni di connivenza con movimenti violenti e anti immigrati. Pauline è una figura molto amata dal territorio, perfetta per essere utilizzata, senza che se ne renda conto, come “utile idiota”. Belvaux si pone la domanda che hanno in testa da tempo tanti politologi ed elettori francesi: come può la figlia di un operaio metallurgico comunista finire per candidarsi per il Front National, un partito oltretutto di cui sa molto poco? Una tinta di biondo, qualche foto e un sorriso alla presentazione per la stampa: si limita a questo l’impegno richiesto, niente condivisione di un programma e per mandare avanti il paese ci penseranno “i funzionari e gli esperti burocrati”. La sconfitta delle idee, delle proposte concrete, per una verniciatura linguistica che sia di conforto agli elettori, li liberi dal tabù di votare la destra estrema. La risposta è la seduzione, quella pubblica da una tribuna piena di bandiere, ma soprattutto quella subdola del medico magistralmente interpretato da André Dussollier, che incarna l’anima nera dell’epoca in cui si sfruttavano i militanti in mimetica e mazze ferrate per mantenere a galla i dirigenti facendo il lavoro sporco, spurgando le pulsioni violente radicate nell’ideologia neofascista. Ora però sono un ostacolo, rappresentano il passato da dimenticare, da non mettere in relazione con il nuovo partito giovane e moderno. L’abilità di Lucas Belvaux è quella di seminare dubbi e domande, senza forzare le risposte attraverso personaggi troppo immersi nella caricatura, pur non nascondendo il suo punto di partenza: la pericolosità della riconversione democratica frettolosaUna mattina all’alba, le strade deserte, un furgone consegna il latte, qualche lavoratore particolarmente mattiniero esce di casa, un contadino mentre passa il trattore su un campo urta l’ennesima bomba inesplosa sepolta dalla Seconda guerra mondiale. I rumori e i silenzi di un paese immerso in una campagna aspra e piena di rovine industriali, in una delle zone meno turistiche di Francia, a pochi chilometri dalle rivolte nei campi d’accoglienza di Calais e dalle spiagge di Dunkerque raccontate da Nolan. Il Nord Passo di Calais è una delle regioni in cui il Front National di Marine Le Pen è esploso negli ultimi anni, ottenendo percentuali tanto alte quanto quelle della sinistra fino a non molti anni fa, grazie ai molti operai presenti in zona e a una crisi del sistema industriale locale, mai riuscito a riconvertirsi. Non stupisce quindi che il belga Lucas Belvaux, in una zona che somiglia alla realtà raccontata dai connazionali fratelli Dardenne nei loro film, abbia scelto la zona fra Lens e Lilla per raccontare in A casa nostra, in maniera appena camuffata da nomi diversi, i pericoli legati al Front National. Protagonista è una giovane donna, un’infermiera di nome Pauline interpretata con la consueta abilità empatica dalla brava Émilie Dequenne, soldato semplice di uno stato sociale che resiste e si impegna con passione e amore per gli altri, visitando a domicilio anziani e pazienti di ogni estrazione sociale. Un padre operaio comunista malato, due figli senza un padre presente, si vede offrire da un suo collega, medico stimato e già parlamentare europeo, la candidatura a sindaco per un partito di destra estrema, appena riconvertito alla rispettabilità dopo molti anni di connivenza con movimenti violenti e anti immigrati. Pauline è una figura molto amata dal territorio, perfetta per essere utilizzata, senza che se ne renda conto, come “utile idiota”. Belvaux si pone la domanda che hanno in testa da tempo tanti politologi ed elettori francesi: come può la figlia di un operaio metallurgico comunista finire per candidarsi per il Front National, un partito oltretutto di cui sa molto poco? Una tinta di biondo, qualche foto e un sorriso alla presentazione per la stampa: si limita a questo l’impegno richiesto, niente condivisione di un programma e per mandare avanti il paese ci penseranno “i funzionari e gli esperti burocrati”. La sconfitta delle idee, delle proposte concrete, per una verniciatura linguistica che sia di conforto agli elettori, li liberi dal tabù di votare la destra estrema. La risposta è la seduzione, quella pubblica da una tribuna piena di bandiere, ma soprattutto quella subdola del medico magistralmente interpretato da André Dussollier, che incarna l’anima nera dell’epoca in cui si sfruttavano i militanti in mimetica e mazze ferrate per mantenere a galla i dirigenti facendo il lavoro sporco, spurgando le pulsioni violente radicate nell’ideologia neofascista. Ora però sono un ostacolo, rappresentano il passato da dimenticare, da non mettere in relazione con il nuovo partito giovane e moderno. L’abilità di Lucas Belvaux è quella di seminare dubbi e domande, senza forzare le risposte attraverso personaggi troppo immersi nella caricatura, pur non nascondendo il suo punto di partenza: la pericolosità della riconversione democratica frettolosa.
Assalto al cielo
Prima visione

Assalto al cielo

(Italia 2016) di Francesco Munzi - 72'
martedì 07/ 11/ 2017 21
mercoledì 08/ 11/ 2017 21

Costruito esclusivamente con materiale documentario di archivio, il film racconta la parabola di quei ragazzi che animarono le lotte politiche extraparlamentari negli anni compresi tra il 1967 e il 1977 e che tra slanci e sogni, ma anche violenze e delitti, inseguirono l'idea della rivoluzione, tentando l'"Assalto al Cielo". Diviso in tre movimenti come fosse una partitura musicale, il film esprime il sentimento che oggi conserviamo di quegli anni, mescolando nelle scelte del materiale e di montaggio, memoria personale, storia, spunti di riflessione e desiderio di trasfigurazione...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

arte dal 1967, con la nascita della contestazione, dell'utopia di un lotta non violenta condotta a forza di fiori nelle armi della polizia, e si arriva al 1977, con la Bologna di Radio Alice, del congresso del movimento e la Milano del Parco Lambro (con tutte le sue contraddizioni) passando per la nascita del terrorismo e della lotta armata. Si parte da un decennio complicato, violento e cruciale nella storia del nostro paese per arrivare, in qualche modo, a oggi: perlomeno con il ragionamento. Non è un caso che Francesco Munzi, regista, e Giuseppe Trepiccione, montatore, abbiano deciso di inserire all'interno dei 72 minuti del loro film, per due volte, quei cartelli di una volta che invitavano chi guardava a fermare la proiezione per iniziare a discutere di quel che si vedeva. Perché da questo documentario di montaggio (che nasce dalla voglia del regista di raccontare e raccontarsi, attraverso i documenti filmati dell'epoca, una stagione vissuta tangenzialmente per motivi anagrafici), discussioni e riflessioni nascono in abbondanza. Privo di qualsiasi intervento esterno, di interviste e testimonianze di singoli più o meno nostalgici, unicamente ancorato allo sguardo più oggettivo dei filmati e dei documentari dell'epoca, Assalto al cielo ricostruisce con agilità la trasformazione della contestazione di fine Sessanta in qualcosa di cupo e violento, riassume senza eccessivi schematismi i tanti rivoli che hanno contraddistinto il movimento e che sono arrivati a dissolvere il loro potenziale di cambiamento arroccandosi su varie forme di estremismo. L'impressione, fermandosi nei punti indicati da Munzi (o anche a piacere), è che di tutto quel marasma ideologico e rivoluzionario - di quell'arcobaleno di tendenze che andava dai brigatisti ai post-hippie di Parco Lambro destinati all'eroina, passando per gli operai, gli studenti e gli intellettuali della fantasia al potere - alla sinistra parlamentare e non sopravvissuta siano rimasti solo i colori più sbiaditi, gli eccessi più sbagliati, gli ideologismi più rigidi. E che quanto di veramente, potenzialmente fruttifero ha espresso quella stagione, si sia arenato, bloccato da una pallottola, da una dose di troppo, dalla pigrizia o dalla disillusione figlia di un velleitarismo forse, oggi, imperdonabi

 

 

 

Il mio Godard
Prima visione

Il mio Godard

(Francia 2017) di Michel Hazanavicius - 102'
martedì 31/ 10/ 2017 21
mercoledì 01/ 11/ 2017 18.30 - 21
giovedì 02/ 11/ 2017 21
venerdì 03/ 11/ 2017 21
sabato 04/ 11/ 2017 18.30 - 21
domenica 05/ 11/ 2017 18.30 - 21

Dal Concorso del Festival di Cannes arriva in sala il film del regista Premio Oscar per The Artist, Michel Hazanavicius, che in qualche maniera torna alle origini del suo successo, mettendo nuovamente in scena un ibrido fra la parodia e l’omaggio affezionato. Un film davvero divertente, quest’ultimo, che in barba a qualunque sacralità cinefila...