Archivio

Il viaggio di Yao
Prima visione

Il viaggio di Yao

(Francia 2018) di Philippe Godeau - 103'
giovedì 04/ 04 21
venerdì 05/ 04 21
sabato 06/ 04 18.30 - 21
domenica 07/ 04 18.30 - 21
mercoledì 10/ 04 21

Seydou Tall, nato in Francia da famiglia senegalese, è una star del cinema. Separato da una moglie ostile e padre di un bambino di pochi anni, decide di andare in Senegal sull’onda di una autobiografia di successo. Ad accoglierlo con entusiasmo nel paese d’origine c’è soprattutto Yao, un ragazzino di tredici anni venuto da lontano a reclamare il suo autografo. I quattrocento chilometri coperti da Yao per raggiungerlo colpiscono l’attore che abbandona il tour promozionale per riaccompagnarlo a casa.

Ricordi?
Prima visione

Ricordi?

(Italia 2018) di Valerio Mieli - 106'
mercoledì 03/ 04 21

 

Lui docente universitario di Storia romana, è problematico e tormentato proprio come piace a lei, che gli si manifesta eternamente solare e comprensiva. Lei, insegnante di liceo vive immersa nel presente, ritenendo che “una cosa è già bella durante, non solo dopo, quando te la ricordi”. Lui invece i ricordi li immagazzina, li impila uno sopra l’altro, senza riuscire più a distinguere i confini tra presente e passato, e senza essere capace di immaginarsi il futuro. La loro storia d’amore non può che procedere in modo discontinuo, attraverso tante piccole fratture della superficie visiva, in continuo andirivieni tra flashback e flashforward. Il sorriso ostinato di lei comincia a scomparire e lo smarrimento esistenziale di lui procede a fagocitare tutto ciò che era naturale e spontaneo nella coppia. Di coppia torna a parlare Valerio Mieli, a quasi dieci anni dal suo folgorante esordio DIECI INVERNI. E anche stavolta accarezza i suoi protagonisti con la sua regia empatica e avvolgente, coadiuvato dalla magnifica direzione della fotografia di Daria D’Antonio e dal montaggio fluido di Desidera Rayner, che intessono una trama delicata fatta di nostalgie e di emozioni. Grandissime prove attoriali di Luca Marinelli e Linda Caridi.

Lui docente universitario di Storia romana, è problematico e tormentato proprio come piace a lei, che gli si manifesta eternamente solare e comprensiva. Lei, insegnante di liceo vive immersa nel presente, ritenendo che “una cosa è già bella durante, non solo dopo, quando te la ricordi”. Lui invece i ricordi li immagazzina, li impila uno sopra l’altro, senza riuscire più a distinguere i confini tra presente e passato, e senza essere capace di immaginarsi il futuro. La loro storia d’amore non può che procedere in modo discontinuo, attraverso tante piccole fratture della superficie visiva, in continuo andirivieni tra flashback e flashforward. Il sorriso ostinato di lei comincia a scomparire e lo smarrimento esistenziale di lui procede a fagocitare tutto ciò che era naturale e spontaneo nella coppia. Di coppia torna a parlare Valerio Mieli, a quasi dieci anni dal suo folgorante esordio DIECI INVERNI. E anche stavolta accarezza i suoi protagonisti con la sua regia empatica e avvolgente, coadiuvato dalla magnifica direzione della fotografia di Daria D’Antonio e dal montaggio fluido di Desidera Rayner, che intessono una trama delicata fatta di nostalgie e di emozioni. Grandissime prove attoriali di Luca Marinelli e Linda Caridi.

La vera storia di Olli Mäki
Prima visione

La vera storia di Olli Mäki

(Finlandia 2016) di Juho Kuosmanen - 92'
martedì 26/ 03 21
mercoledì 27/ 03 21

Nell’estate del 1962 il puglie finlandese Olli Mäki viene ingaggiato per sfidare l’americano Davey Moore, campione mondiale dei pesi piuma. Un’occasione unica, che gli permetterebbe di raggiungere la fama e la ricchezza. Per prima cosa, Olli deve lasciare la cittadina di campagna dove vive per trasferirsi a Helsinki; poi deve assolutamente perdere peso...

La terra dell
Prima visione

La terra dell'abbastanza

(Italia 2018) di Damiano e Fabio D'Innocenzo - 96'
martedì 19/ 03 21
mercoledì 20/ 03 21

Mirko e Manolo sono due giovani amici della periferia di Roma. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo...

Il colpevole - The guilty
Prima visione

Il colpevole - The guilty

(Danimarca 2018) di Gustav Möller - 85'
giovedì 14/ 03 21
venerdì 15/ 03 21
sabato 16/ 03 19 - 21
domenica 17/ 03 19 - 21

Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere al numero d'emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l'indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri.

Una luna chiamata Europa
Prima visione

Una luna chiamata Europa

(Ungheria 2017) di Kornél Mundruczó - 123'
martedì 12/ 03 21
mercoledì 13/ 03 21

Viviamo dentro scenari di fantascienza senza saperlo, proiettati in realtà così stranianti e bizzarre che, se solo alzassimo gli occhi verso il cielo, se soltanto ci vedessimo dall'alto, potremmo forse rendercene conto. Una luna chiamata Europa mantiene in apertura atmosfere atemporali e "lunari", appunto, per poi prendere la deriva di una realtà...

Montparnasse femminile singolare
Prima visione

Montparnasse femminile singolare

(Francia/Belgio 2017) di Léonor Serraille - 97'
martedì 05/ 03 21
mercoledì 06/ 03 21

La sequenza d'apertura di Montparnasse femminile singolare, il film di Léonor Serraille vincitore della Caméra d'Or allo Festival di Cannes 2017, è decisamente d'impatto. Mette subito in scena una protagonista che difficilmente può passare inosservata, con quei suoi "occhi bipolari", specchio di un'anima altrettanto bipolare e inquieta...

Parlami di te
Prima visione

Parlami di te

(Francia 2018) di Hervé MImran - 100'
giovedì 28/ 02 21
venerdì 01/ 03 21
sabato 02/ 03 18.30 - 21
domenica 03/ 03 18.30 - 21

Alain è un manager affermato di un’importante casa automobilistica, divide il mondo tra perdenti e vincenti, categoria quest’ultima nella quale è un primatista assoluto. Per rimanere ai vertici, sostiene ritmi di vita forsennati: niente spazio per i rapporti umani, né per la famiglia. Le sue certezze crollano come un castello di carte, quando un ictus...

L
Prima visione

L'affido

(Francia 2017) di Xavier Legrand - 90'
martedì 26/ 02 21
mercoledì 27/ 02 21

Una giudice; una donna piccola, determinata, eppure vagamente dimessa. La sua assistente la raggiunge nell’ufficio. La causa al centro dell’udienza che stanno per affrontare è di ordinaria amministrazione, ne capiteranno una ventina ogni giorno, eppure ognuna di queste è delicatissima: si dovrà stabilire a quale dei due ex-coniugi Besson...

Most beautiful island
Prima visione

Most beautiful island

(Spagna 2017) di Ana Asensio - 80'
martedì 19/ 02 21
mercoledì 20/ 02 21

New York, oggi. Luciana è una ragazza spagnola in fuga da un doloroso passato - la perdita improvvisa di una persona cara di cui si sente responsabile - e in cerca di denaro per sopravvivere sfuggendo alle sue ossessioni e ai pericoli della metropoli. Most Beautiful Island è l’esordio da regista per l’attrice spagnola Ana Asensio (che, come il suo personaggio, risiede da qualche anno nella Grande Mela)...

Un valzer tra gli scaffali
Prima visione

Un valzer tra gli scaffali

(Germania 2018) di Thomas Stuber - 125'
giovedì 14/ 02 21
venerdì 15/ 02 21
sabato 16/ 02 18.30 - 21
domenica 17/ 02 18.30 - 21

Christian è il nuovo dipendente del supermercato alla scoperta di un mondo sconosciuto: le infinite corsie, il maniacale ordine del deposito, il meccanismo surreale del carrello elevatore. Il suo collega Bruno del dipartimento bevande lo prende subito sotto la sua ala, con protezione paterna nonostante i modi bruschi, insegnandogli tutti i trucchi del mestiere...

L
Prima visione

L'albero del vicino

(Islanda/Danimarca 2017) di H. Gunnar Sigurðsson - 89'
martedì 12/ 02 21
mercoledì 13/ 02 21

Non è necessario guardare il telegiornale per rendersi conto che il conflitto, nelle sue varie declinazioni, è una condizione fondamentale della storia e del nostro presente; basterebbe osservare con maggiore attenzione il quotidiano. Piccole guerre, vendette, odi e recriminazioni si celano nelle pieghe della vita di tutti i giorni, magari nascoste dietro le mura...

La Douleur
Prima visione

La Douleur

(Francia 2018) di Emmanuel Finkiel - 126'
giovedì 07/ 02 21
venerdì 08/ 02 21
sabato 09/ 02 18.30 - 21
domenica 10/ 02 18.30 - 21

Quando apparve il libro “La douleur”, nella primavera del 1985, il critico letterario di “Le Monde” fu colpito dalla “violenza glaciale” del testo, una violenza che scaturiva essenzialmente dalla scrittura di Marguerite Duras, ma anche dalla garanzia di autenticità con cui l'autrice aveva certificato la pubblicazione del  suo romanzo...

L
Prima visione

L'Atelier

(Francia 2017) di Laurent Cantet - 113'
martedì 05/ 02 21
mercoledì 06/ 02 21

Quello di Laurent Cantet è, prima d'ogni altra cosa, un cinema che ruota sempre attorno alla parola. Ed è perciò piuttosto spiazzante quando, in apertura de L'atelier, ci si ritrova davanti a una sequenza di immagini che delle parole fanno a meno. La prima sequenza del film è infatti tratta da The Witcher 3, videogame famoso per l'immensità del proprio universo...

Se la strada potesse parlare
Prima visione

Se la strada potesse parlare

(USA 2018) di Barry Jenkins - 119'
giovedì 31/ 01 21
venerdì 01/ 02 21
sabato 02/ 02 18.30 - 21
domenica 03/ 02 18.30 - 21

Il successo e la vittoria dell’Oscar come miglior film con Moonlight non ha spinto Barry Jenkins verso un cinema più commerciale ma verso il maggiore ispiratore (nonostante sia morto trent’anni fa) del nuovo fermento artistico afroamericano, cinematografico ma non solo: l’intellettuale e molte altre cose James Baldwin...

Thelma
Prima visione

Thelma

(Norvegia/Danimarca 2017) di Joachim Trier - 116'
martedì 29/ 01 21
mercoledì 30/ 01 21

Thelma frequenta l'università e la sua adolescenza è messa da parte per lo studio, imponendosi limiti religiosi eterodiretti che ne frenano la forza vitale. La gabbia normativa serve a conservare la frattura tra la sua umanità e la non-umanità. Dentro Thelma si cela un inspiegabile sovrumano, un improbabile elemento di potere che modifica l'esteriorità con la forza del desiderio...

Kedi - La città dei gatti
Prima visione

Kedi - La città dei gatti

(Turchia 2016) di Ceyda Torun - 80'
martedì 22/ 01 21
mercoledì 23/ 01 21

Ceyda Torun ha lasciato Istanbul quando era poco più di una bambina, all’età di undici anni. A sua detta la sua infanzia sarebbe stata molto più solitaria se a farle compagnia non ci fossero stati proprio loro: i gatti di Istanbul. Questa è l’anima di un piccolo gioiellino, un documentario che è una vera e propria dichiarazione d’amore a una città dalle mille anime...

Una notte di 12 anni
Prima visione

Una notte di 12 anni

(Uruguay/Argentina 2019) di Álvaro Brechner - 123'
giovedì 17/ 01 21
venerdì 18/ 01 21
sabato 19/ 01 18.30 - 21
domenica 20/ 01 18.30 - 21

1973: l'Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d'autunno, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell'ambito di un'operazione militare segreta. L'ordine è preciso: "Dato che non li possiamo uccidere, facciamoli diventare pazzi". I tre uomini resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c'è Pepe Mujica che diventerà presidente dell'Uruguay...

 

Ippocrate
Prima visione

Ippocrate

(Francia 2014) di Thomas Lilti - 102'
martedì 15/ 01 21
mercoledì 16/ 01 21

Se la sanità italiana non se la passa troppo bene nemmeno quella francese sembra godere di buona salute. Ippocrate è tutto girato in un ospedale pubblico francese e non è un film come i serial ospedalieri americani incentrati sulla malattia, ma solo sui meccanismi interni dell’ospedale. Il personaggio principale è Benjamin, un giovanissimo medico assunto come medico nell’ospedale...

Se la sanità italiana non se la passa troppo bene nemmeno quella francese sembra godere di buona salute. Ippocrate è tutto girato in un ospedale pubblico francese e non è un film come i serial ospedalieri americani incentrati sulla malattia, ma solo sui meccanismi interni dell’ospedale. Il personaggio principale è Benjamin, un giovanissimo medico assunto come medico nell’ospedale di cui è primario il padre. L’altro personaggio è Abdel, un giovane medico algerino che fa uno stage nell’ospedale. Sono due persone del tutto diverse: Benjamin è il figlio del primario e, pur essendo un ragazzo semplice e comunque dedito al lavoro, avverte questa ombra del padre che lo protegge e un po’ lo opprime. Si inizia con l’ingresso di Benjamin nell’ospedale, quasi come il primo giorno di scuola: gente distratta, colleghi e infermieri tutti indaffarati e Benjamin inizia a svolgere il suo lavoro; già nel primo atto medico dall’esecuzione incerta si rende conto della difficoltà della professione. L’ospedale è sottoposto ad una serie di tagli di bilancio effettuata da un manager preso da Amazon ed è carente di attrezzature, così cerca di liberarsi dei pazienti al più presto. L’evento che segna una svolta per Benjamin è la morte di un alcolizzato, ricoverato, che di notte, mentre lui è di turno, accusa un dolore addominale. Benjamin accorre e richiede un ECG ma la macchina è rotta da mesi e così prescrive degli antidolorifici. Era un infarto e nella notte il paziente muore. Ovviamente Benjamin non ha colpa se l’ECG era guasto ma la responsabile del reparto chiede che lui segni in cartella che l’ECG è stato regolarmente eseguito ed era un tracciato normale. Il padre di Benjamin riceverà la moglie del morto e confermerà che il decesso è dipeso dai danni prodotti dall’alcool. L’altro episodio che segnerà l’esperienza ospedaliera di Benjamin e Abdel è il ricovero di una signora quasi novantenne operata per rottura del femore. La signora non si riprende ed è anche affetta da un tumore metastatizzato in fase terminale. Adbel non vorrebbe accanirsi con terapie per farla riprendere a camminare ma l’ospedale non vuole tenerla più del necessario, Alla fine la donna verrà intubata ed alimentata a forza e, di fronte ad un arresto cardiaco, verrà rianimata. Abdel insieme a Benjamin, che era di guardia, decidono, d’accordo con la famiglia che era presente, di cessare la rianimazione e la donna muore serenamente. Un gesto di pietà. Ovviamente la direzione dell’ospedale mette sotto accusa i medici e alla fine l’unico ad essere punito sarà Adbel la cui carriera di medico dovrà finire. Per Benjamin invece nessuna punizione. Questo provoca in Benjamin una profonda crisi esistenziale e di disprezzo verso il sistema e anche verso il padre. Andrà dalla vedova dell’alcolizzato morto a dirle la verità e torna in ospedale ubriaco gridando che quell’ospedale è una fabbrica di morte. Il film finisce con il personale che affronta la direzione chiedendo condizione di vita e di lavoro dignitose e che la punizione per Adbel venga ritirata. Benjamin, che era finito sotto un auto uscendo ubriaco dall’istituto, rientra al lavoro in un altro ospedale e questa volta sembra contento e in grado di affrontare le situazioni. Un buon film che fa riflettere sui rischi che si corrono quando andiamo in ospedale e sulle terapie che si ricevono o che non si ricevono non solo in funzione di esigenze terapeutiche ma anche per motivi di tagli, di distrazioni, di carenzSe la sanità italiana non se la passa troppo bene nemmeno quella francese sembra godere di buona salute. Ippocrate è tutto girato in un ospedale pubblico francese e non è un film come i serial ospedalieri americani incentrati sulla malattia, ma solo sui meccanismi interni dell’ospedale. Il personaggio principale è Benjamin, un giovanissimo medico assunto come medico nell’ospedale di cui è primario il padre. L’altro personaggio è Abdel, un giovane medico algerino che fa uno stage nell’ospedale. Sono due persone del tutto diverse: Benjamin è il figlio del primario e, pur essendo un ragazzo semplice e comunque dedito al lavoro, avverte questa ombra del padre che lo protegge e un po’ lo opprime. Si inizia con l’ingresso di Benjamin nell’ospedale, quasi come il primo giorno di scuola: gente distratta, colleghi e infermieri tutti indaffarati e Benjamin inizia a svolgere il suo lavoro; già nel primo atto medico dall’esecuzione incerta si rende conto della difficoltà della professione. L’ospedale è sottoposto ad una serie di tagli di bilancio effettuata da un manager preso da Amazon ed è carente di attrezzature, così cerca di liberarsi dei pazienti al più presto. L’evento che segna una svolta per Benjamin è la morte di un alcolizzato, ricoverato, che di notte, mentre lui è di turno, accusa un dolore addominale. Benjamin accorre e richiede un ECG ma la macchina è rotta da mesi e così prescrive degli antidolorifici. Era un infarto e nella notte il paziente muore. Ovviamente Benjamin non ha colpa se l’ECG era guasto ma la responsabile del reparto chiede che lui segni in cartella che l’ECG è stato regolarmente eseguito ed era un tracciato normale. Il padre di Benjamin riceverà la moglie del morto e confermerà che il decesso è dipeso dai danni prodotti dall’alcool. L’altro episodio che segnerà l’esperienza ospedaliera di Benjamin e Abdel è il ricovero di una signora quasi novantenne operata per rottura del femore. La signora non si riprende ed è anche affetta da un tumore metastatizzato in fase terminale. Adbel non vorrebbe accanirsi con terapie per farla riprendere a camminare ma l’ospedale non vuole tenerla più del necessario, Alla fine la donna verrà intubata ed alimentata a forza e, di fronte ad un arresto cardiaco, verrà rianimata. Abdel insieme a Benjamin, che era di guardia, decidono, d’accordo con la famiglia che era presente, di cessare la rianimazione e la donna muore serenamente. Un gesto di pietà. Ovviamente la direzione dell’ospedale mette sotto accusa i medici e alla fine l’unico ad essere punito sarà Adbel la cui carriera di medico dovrà finire. Per Benjamin invece nessuna punizione. Questo provoca in Benjamin una profonda crisi esistenziale e di disprezzo verso il sistema e anche verso il padre. Andrà dalla vedova dell’alcolizzato morto a dirle la verità e torna in ospedale ubriaco gridando che quell’ospedale è una fabbrica di morte. Il film finisce con il personale che affronta la direzione chiedendo condizione di vita e di lavoro dignitose e che la punizione per Adbel venga ritirata. Benjamin, che era finito sotto un auto uscendo ubriaco dall’istituto, rientra al lavoro in un altro ospedale e questa volta sembra contento e in grado di affrontare le situazioni. Un buon film che fa riflettere sui rischi che si corrono quando andiamo in ospedale e sulle terapie che si ricevono o che non si ricevono non solo in funzione di esigenze terapeutiche ma anche per motivi di tagli, di distrazioni, di carenze.
Estate 1993
Prima visione

Estate 1993

(Spagna 2016) di Carla Simon - 96'
martedì 08/ 01 21
mercoledì 09/ 01 21

VERSIONE ORIGINALE CATALANA SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Estate 1993 è un film fantastico anche se non lo sembra per niente. Anche se non ha nessuna componente che risalti, anche se non si fa notare per le sue scelte estetiche (in realtà sottilmente così coerenti da rimanere impresse), anche se non ha trovate narrative particolari. Racconta una bambina e lo fa con un livello di dignità umana e personale che impressionano...