Santa subito

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Il 15 marzo 1991, a Palo del Colle (Bari), la ventitreenne Santa Scorese viene assassinata sotto casa da un folle che la perseguita da anni, nonostante la ragazza abbia più volte denunciato le molestie subite. Lei è un'aspirante missionaria, cattolica impegnata nel sociale, sempre gioiosa; lui un ex seminarista che coltiva deliri sessual - religiosi. Piva ricostruisce un fatto che ha lasciato tracce nella toponomastica e non si è ancora esaurito (è in corso un processo di beatificazione: il fattore chiave è il riconoscimento del martirio), con interviste a famigliari, testimoni, conoscenti. Sullo sfondo, uno sguardo attento a luoghi e gesti quotidiani, amorevolmente filmati. Quando, a un certo punto, appare una statua della Madonna con le braccia aperte, la si associa a quella sconciata di L'esorcista. E' un implicito che scorre nel fondo delle immagini, mentre nessuno usa parole come “diavolo” e nemmeno “male”. Parole troppo grandi, forse, per preti troppo pacati, schiacciati da un evento smisurato per un Occidente laicizzato che ha rimosso la tragedia. Da denuncia esplicita dell'assenza dello Stato e dell'inadeguatezza della legislazione sullo stalking, il film diventa un atto d'accusa dell'ingiustizia e dell'insensatezza, di un mondo senza Dio.

Al termine della proiezione incontro con il regista ALESSANDRO PIVA

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