Circuito Cinema - Sala Truffaut

Rassegne - Nessun Dorma

18/05/2013 - 23.15

Roma


(Italia 1972) di Federico Fellini 127'

 

1972 119' 
Primi anni trenta: a Rimini, un ragazzo ospite di un collegio di religiosi immagina Roma descritta dai suoi insegnanti e dalla retorica del regime fascista. Nel 1939, a venti anni, parte per la capitale e scopre il suo vero volto: i piccoli personaggi di una pensione popolare, le trattorie all'aperto, i bambini nelle strade.
“Insomma, l’impressione riassuntiva di questa città è una: l’ignoranza. Roma è abitata da un ignorante che non vuole essere disturbato e che è il più esatto prodotto della Chiesa. Un ignorante che vuol bene alla famiglia. Questo tipo d’uomo è talmente incancrenito nella propria condizione secolare da credere che si debba e si possa vivere solo così. Un grottesco bambinone che ha la soddisfazione di essere continuamente sculacciato dal papa. [...] lo sguardo basso, sonnolento, rinunciatario, non approvante; non ha curiosità, oppure non crede che la curiosità serva a qualcosa. Può darsi che questo sia il volto dell’estrema decrepitezza, di chi ha digerito tutto ed è stato a sua volta digerito, è diventato escremento, esaurimento totale di tutte le esperienze e ritorno alla terra, concime. Questa particolare atmosfera nasce dal fatto che il babbo romano, la mamma romana, hanno sempre qualcosa di baliatico, sanno di pipì, della tua pipì di quand’eri bambino. Il romano, in realtà, non fa complimenti leziosi al bambino: ‘Un vedi che bella faccia, sembra un culo’, dice”.
Federico Fellini, Fare un film, Einaudi, Torino, 1980, p. 146

Primi anni trenta: a Rimini, un ragazzo ospite di un collegio di religiosi immagina Roma descritta dai suoi insegnanti e dalla retorica del regime fascista. Nel 1939, a venti anni, parte per la capitale e scopre il suo vero volto: i piccoli personaggi di una pensione popolare, le trattorie all'aperto, i bambini nelle strade...