Circuito Cinema - Sala Truffaut

Anime ferite

Il cinema di Saverio Costanzo
(Autori: a cura di Alberto Morsiani e Serena Agusto - pagine: 159)
Editore: Falsopiano

Conflitti, tensioni, disagi, ferite dell’anima, tormentata dialettica tra salvezza e perdizione, dentro e fuori, luce e buio, sanità e malattia, psiche e corpo: il cinema di Saverio Costanzo è per definizione non riconciliato, si interroga continuamente sulle ossessioni e sui malanni della contemporaneità, sui mille modi in cui le persone e i personaggi guardano dentro se stessi o vengono messi sotto pressione dal mondo là fuori, un mondo sovente indifferente quando non ostile ai destini individuali. Un cinema, anche, di soglie e di confini, geografici e psicologici, transnazionale. Lo stile si adegua: una macchina da presa nervosa, ballerina, che segue le situazioni critiche creando atmosfere ambigue, irrisolte, talora cupe, ai limiti dell’horror. Fin dall’improvviso successo del suo  lungometraggio d’esordio, Private, Costanzo è apparso alla critica come uno dei talenti più interessanti e originali di un cinema italiano che tenta faticosamente, grazie a lui e a pochi altri, di tirarsi fuori dalle secche di una autoreferenzialità asfittica e provinciale. Sono seguiti film, e televisione, coraggiosi e stimolanti, che hanno allargato e consolidato l’immagine anche internazionale dell’autore, pur nel costante ripresentarsi di tematiche ardue e impegnative: In memoria di meLa solitudine dei numeri primiHungry Hearts, girato quest’ultimo negli Stati Uniti. Costanzo sovente parte dalla parola scritta ma poi innova, cambia, approfondisce, personalizza. Il volume cerca di delineare i contorni di un autore a tutto tondo, creativo e sperimentatore.

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