Circuito Cinema - Sala Truffaut

Prima visione

Cloro

14/03/2015
21.15

15/03/2015
18.15
20.30

(Italia 2015) di Lamberto Sanfelice - 98'

 

Opera prima di Lamberto Sanfelice, Cloro accompagna il percorso di consapevolezza di un'adolescente, che la morte della madre e il collasso emotivo del padre hanno lasciata sola. Sola con emozioni nuove, forti e a tratti incomprensibili. 'Orfana' nella cognizione che neanche i genitori possono garantire dall'infelicità, Jennifer passa da una dimensione liquida, che la 'nutre' e libera, a una solida, che la isola e impedisce. Lontana dall'acqua e dalle sue certezze, la protagonista deve accordarsi con la gravità della Terra e di una famiglia allo sbando. Se il tema è sfruttato, lo svolgimento di Sanfelice è nondimeno originale nella messa in scena che coordina mare e montagna, dimostrando una padronanza dell'apnea come dell'altezza. 
Girato tra Ostia e la Maiella, Cloro esce dai confini asfittici e geografici del cinema italiano per crescere accanto alla sua protagonista e abitare un nuovo corpo. Sanfelice riduce i dialoghi e si affida a un'interprete intensa, rivelata in Salvo, che non verbalizza il dolore ma lo infila come un costume da bagno, integrando la nuova realtà di perdita nel (suo) linguaggio gestuale.

Il film, presentato al Sundance e al Festival di Berlino, racconta di una ragazza cresciuta in piscina che sogna di diventare una campionessa di nuoto sincronizzato. Quando però gli avvenimenti sconvolgono il destino della sua famiglia, Jenny si deve fare carico di un fratellino ancora piccolo e del padre malato. A quel punto i sogni da adolescente entrano in conflitto con le responsabilità di una precoce vita da adulta. Opera prima di Lamberto Sanfelice, Cloro accompagna il percorso di consapevolezza di un'adolescente, che la morte della madre e il collasso emotivo del padre hanno lasciata sola. Sola con emozioni nuove, forti e a tratti incomprensibili. 'Orfana' nella cognizione che neanche i genitori possono garantire dall'infelicità, Jennifer passa da una dimensione liquida, che la 'nutre' e libera, a una solida, che la isola e impedisce. Lontana dall'acqua e dalle sue certezze, la protagonista deve accordarsi con la gravità della Terra e di una famiglia allo sbando. Se il tema è sfruttato, lo svolgimento di Sanfelice è nondimeno originale nella messa in scena che coordina mare e montagna, dimostrando una padronanza dell'apnea come dell'altezza. Girato tra Ostia e la Maiella, Cloro esce dai confini asfittici e geografici del cinema italiano per crescere accanto alla sua protagonista e abitare un nuovo corpo. Sanfelice riduce i dialoghi e si affida a un'interprete intensa, rivelata in Salvo, che non verbalizza il dolore ma lo infila come un costume da bagno, integrando la nuova realtà di perdita nel (suo) linguaggio gestuale.

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