Il dr Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

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Titolo originale: Dr. Strangelove, or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb

Il generale Ripper (Sterling Hayden), convinto che esista un complotto comunista per conquistare il mondo libero, ordina un attacco di bombardieri atomici B52 sull'Unione Sovietica. Il presidente degli Stati Uniti cerca di rimediare coinvolgendo anche l'ambasciatore sovietico, ma sarà tutto inutile: un aereo non obbedirà all'ordine di rientrare e, a cavalcioni di una bomba, il pilota T. J.“King” Kong (Slim Pickens) scenderà sul suo obbiettivo. Dal romanzo omonimo di Peter George (cosceneggiatore col regista e Terry Southern), un lucidissimo atto d'accusa contro la follia atomica e il militarismo, condotto con le armi del sarcasmo e dell'ironia: la catastrofe atomica che incombe sull'umanità è vissuta come un lungo, insistito rapporto erotico (iconologia fallica di missili e bombardieri, segretarie-amanti e “fluidi vitali” più o meno fecondi, equazioni per calcolare la sopravvivenza erotica e previsioni di accoppiamenti: la virilità tutta yankee dell'attacco a sorpresa è raddoppiata da quella più esplicitamente sessuale), senza che lo sberleffo nasconda l'attacco ai miti cardine del potere, quali la scienza, l'efficientismo, la sacralità della proprietà privata, la logica distruttiva del sistema. Da antologia la telefonata tra il presidente americano e quello sovietico. In un cast superbo spiccano il generale guerrafondaio Buck Turgidson interpretato da George C. Scott e i tre ruoli affidati a Peter Sellers: il capitano Lionel Mandrake, il presidente americano Muffey e il suo consigliere dottor Stranamore, il cui braccio meccanico ne svela le origini naziste. Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. La canzone che accompagna alla fine le immagini dei funghi atomici è Will Meet Again cantata da lady Vera Lynn.

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