The escape

The escape

Titolo originale: Id.

È una casalinga come tante altre, che si trucca e si osserva attentamente allo specchio prima di afferrare la sua borsa, che ogni mattina guarda suo marito andare al lavoro prima di uscire lei stessa per portare i figli piccoli a scuola, poi fare la spesa al supermercato, tornare a casa, fare un po’ di servizi e riordinare il caos dei giocattoli lasciati dalla sua prole dentro e fuori il giardino del villino del sobborgo londinese dove vive. È una donna amata sbrigativamente dal suo uomo che non è un cattivo ragazzo ma che non presta attenzione (o non più) ai desideri della sua compagna. È una donna infelice, che inizia a soffocare e cerca disperatamente una via d'uscita per capire cosa vuole veramente. Questo è il personaggio assolutamente universale e il cuore dell'intrigante trama di The Escape di Dominic Savage, proiettato nella sezione Playtime del 9° Festival del Cinema Europeo di Les Arcs dopo una prima mondiale a Toronto. "Sei una madre meravigliosa, una moglie meravigliosa, sei bellissima". Quando Mark (Dominic Cooper) si rende conto di quanto sua moglie sia sprofondata nella depressione è già troppo tardi. Perché Tara (Gemma Arterton) è già passata in solitaria dagli attacchi d'ansia nei pressi dell'asilo e dalle lacrime silenziose a letto all'esplosione di un'aggressività senza precedenti verso i suoi figli Teddy e Florrie (che hanno circa tre e cinque anni). Come estranea alla propria esistenza, osserva i riflessi di se stessa, queste altre madri che scaricano nelle loro macchine i carrelli ricolmi nel parcheggio del supermercato. "È solo una fase, la supererai. E’ la vita vera, che cosa puoi farci?", analizza sua madre, chiamata in soccorso. Tara cerca di riprendere fiato a Londra e incappa in un libro che contiene una riproduzione di La dama e l'unicorno, un arazzo dei primi anni del XVI secolo raffigurante il viaggio iniziatico di una donna, con il suo motto: "Il mio unico desiderio". Ma il sogno di riprendere gli studi d'arte è ancora vivo e improvvisamente, una mattina, Tara scarica la sua famiglia e parte per Parigi. Che cosa farà con questa nuova libertà? Come affronterà il suo acuto senso di colpa? Scoprirà chi è veramente? Filmato come una registrazione quasi rubata delle minime inflessioni dell'anima ferita della sua protagonista con una cinepresa molto mobile, The Escape è un film innegabilmente personale. Dominic Savage riesce a fondere con grande sensibilità una storia nella tradizione del realismo sociale inglese con un approccio formale, quasi aereo e impressionista, sia attraverso la sua messa in scena che grazie al lavoro di Laurie Rose alla direzione della fotografia e di Anthony John e Alexandra Harwood alla musica. Un'alleanza tra peso e leggerezza che funziona a meraviglia e che deve molto anche a una Gemma Arterton che porta sulle sue spalle con carisma e senza falsa modestia un lungometraggio eminentemente femminista le cui questioni quotidiane ed esistenzialiste risuoneranno nel cuore del pubblico.