Sarà il mio tipo?

Sarà il mio tipo?

Titolo originale: Pas son genre

Ecco un nuovo trasferimento nel triste Nord della Francia: in questo caso, però, non c’entra nulla Dany Boon (regista del celebre e imitato Giù al Nord), non ci sono furbi dirigenti postali e non si incontrano curiose compagnie di personaggi. Questa volta vicino a  Passo di Calais – per la precisione ad Arras – viene trasferito Clément (Loïc Corbery), un giovane professore di filosofia di Parigi autore di libri incentrati sull’amore e sull’eros. Rispetto alla capitale, però, Arras appare all’insegnante molto più triste e solitaria. L’incontro casuale con la bella, sorridente e genuina parrucchiera Jennifer (Émilie Dequenne, l’indimenticabile Rosetta dei fratelli Dardenne) renderà la sua permanenza al Nord molto più intensa coinvolgente ed eccitante. Il loro incontro avvicinerà due diversi modi di vivere la vita (tra filosofia, romanzi rosa e canti e balli serali) e due differenti modi di intendere l’amore,  sempre in bilico tra godimento dell’attimo presente e riflessioni su un futuro di coppia. Sarà il mio tipo? vive proprio sul contrasto tra i due personaggi che dominano ogni scena del film. Le prime sequenze sono assai significative e ben riuscite: il regista Lucas Belvaux sceglie di presentare Clément e Jennifer attraverso immagini simboliche e poche parole. L’uomo viene cacciato di casa da una donna in lacrime evidentemente delusa dal suo comportamento in amore; la ragazza si sistema davanti a uno specchio la capigliatura con una piastra per capelli e dà con dolcezza la buonanotte al figlio piccolo. La figura di Clément evade dall’immagine stereotipata del filosofo: è giovane, affascinante, seducente e per lui la filosofia è “uno sport da combattimento”; legge Kant e Dostoevskij; vive il presente con intensità ma non vuole legarsi al futuro, forse per paura. In una scena che sembra di passaggio (e che invece diventa assai emblematica) Marie – una sua precedente fiamma – lo rimprovera di aver “paura di tutto” dicendogli: “Sei incapace di amare”. Clément risponde: “Non credo alla coppia. L’amore non deve diventare una prigione. Non funziona… Non funziona mai”. Un’affermazione che contrasta totalmente con la visione più romantica dell’amore della giovane parrucchiera. “Credo ancora all’amore – rivela a Clément – Aspetto il principe azzurro”. Nelle sere passate col professore, tralascia le letture di gossip e si avvicina agli scritti di Kant; canta in un locale insieme a due colleghe; aperta, espansiva, loquace, sognatrice, vive il presente con un occhio sempre rivolto al futuro. Belvaux realizza una commedia amara che respira il cinema francese del passato, con una storia d’amore che emoziona e coinvolge tra lacrime e sorrisi. Due personaggi tanto diversi si incontrano casualmente sullo sfondo di una Francia semplice e quotidiana, e riescono ad instaurare un rapporto intimo e romantico, che pian piano risente delle diversità, ma non in modo scontato. Sarà il mio Tipo? si traveste da commedia per poi essere smascherato dagli stessi personaggi, che portano la storia verso un’ atmosfera più drammatica, seguendo una struttura narrativa lontana, tuttavia, dagli altri film del genere. Straordinaria interpretazione di Émilie Dequenne, tornata al cinema quindici anni dopo Rosetta.