Resina

Resina

Una storia di nuove opportunità e di seconde vite: Resina, opera prima di Renzo Carbonera, si svolge in un isolato paesino di montagna, in Friuli. La violoncellista Maria (Maria Roveran), che ha rinunciato alla competitiva carriera musicale, ritorna nel suo paese natale, alla ricerca forse di tranquillità. Non la troverà nella situazione familiare, con una mamma malata e ancora in lutto per l’altro figlio morto tragicamente. Ma le si presenterà, per caso, l’opportunità di essere ancora musicista, in senso puro e assoluto e di fare qualcosa di bello. Grazie a Quirino (Thierry Toscan), l’unico che non si è ancora arreso alla disfatta e che sogna un concorso canoro, la giovane donna entrerà in un microcosmo, esclusivamente maschile, fatto di coristi demotivati e bevitori, riuscendo a farne un vero coro polifonico. La comunità, chiusa, che parla ancora l’enigmatico dialetto cimbro, rafforzerà la sua identità al cospetto della bellezza della musica, perfettamente contestualizzata in un’altra bellezza, quella del paesaggio da cartolina di Lucerna, avvolto nella nebbia. Nonostante l’isolamento, nonostante la modestia numerica dei suoi membri, nonostante i cambiamenti climatici inizino a far sentire i propri effetti sulla vita quotidiana della comunità, ognuno in questa storia riuscirà a trovare un proprio posto, sia Maria che la comunità cimbra, le cui ricchezze culturali e tradizioni rischiano di scomparire. Gli avvenimenti raccontati sono reali e riguardano il Coro Polifonico di Ruda, un'esperienza friulana che vanta una tradizione austro-ungarica più che centenaria e che ha saputo reinventarsi fino a entrare a pieno titolo nel novero dei cinque migliori cori maschili al mondo da dieci anni, vincendo due volte le olimpiadi corali nella sua categoria. Il merito è stato, davvero, anche nella realtà, di una donna: la musicista Fabiana Noro. Resina, sceneggiato dal regista insieme ad Alessandro Bandinelli, riesce con una buona dose di ironia a raccontare una storia vera, di caduta e rinascita, nella quale per crescere si devono accettare anche i cambiamenti, senza però prescindere dalla conservazione della propria cultura di origine. Il film di Renzo Carbonera è stato selezionato dal Festival des Films du Monde di Montréal, dove è stato presentato il 2 settembre 2017 nella competizione mondiale delle opere prime.