Lo sconosciuto del lago

Lo sconosciuto del lago

Titolo originale: L'inconnu du lac

PREMIO MIGLIOR REGIA - FESTIVAL DI CANNES 2013

VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

L'inconnu du lac del francese Alain Guiraudie ci sorprende almeno per due caratteristiche: in uno scenario quasi documentaristico che punta alla semplicità per introdursi più intimamente in un paesaggio naturale che fa molto più che da sfondo ad una placida serie di giornate di siesta e sole da parte di alcuni villeggianti presso un lago noto per incontri omosessuali e frequentato da bagnanti naturisti, un ragazzo disoccupato di nome Franck intreccia amicizia dapprima con un solitario e taciturno uomo grassottello, minato da complessi e da manie quasi puerili (come quella di non nuotare per paura di finire in pasto ad un leggendario pesce siluro che alcuni dicono abitare quelle acque); un individuo che male accetta le sue tendenze omosex e sceglie deliberatamente la via della solitudine per rinnegare i suoi innegabili istinti sessuali o quanto meno per reprimerli; poi e soprattutto con un bellissimo ed affascinante uomo sui quarant'anni, che lo distoglie dalla semplice curiosità mista a tenerezza che gli suscita il primo individuo, per venire attratto da una morsa di desiderio sessuale incontenibile, nonostante l'uomo stia già frequentando un altro ragazzo. Naturale che l'amicizia pura e disinteressata per il solitario problematico tipo grassottello possa almeno in parte scemare quando l'attrazione sessuale per il bel quarantenne viene condivisa dall'interessato nei boschetti che precedono la spiaggia e la riva del lago. Ma quando una sera Frank assiste all'omicidio per annegamento da parte dell'affascinante uomo nei confronti del suo possessivo giovane amante, ecco che nel giovane protagonista si accende una spia di avvertimento che gli indica di stare lontano da quel pericoloso individuo: un avvertimento che tuttavia non è facile da tenere a mente e che viene inevitabilmente disatteso quando l'attrazione fisica è così forte e così efficacemente condivisa. E mentre le giornate trascorrono tra amori clandestini, promiscuità, voyeurismo, ed indagini sempre più serrate da parte di un goffo ma scaltro e perspicace poliziotto chiamato a far luce su quello strano controverso episodio di annegamento, ecco che in Franck i dubbi di coscienza si scontrano con la voglia di pretendere tutto per sè quel pericoloso amante assassino, ancora e nonostante tutto così irresistibile. Guiraudie ha l'intelligenza e la coerenza di non nascondersi dietro una foglia di fico per rappresentare le abitudini erotiche di una zona di battuage e commercio di carni immersa in un verde dai contorni innocenti; di non rinunciare alla rappresentazione inevitabile di membri eretti dall'impeto dell'attrazione, di fellatio consumate all'aria aperta ed eiaculazioni prepotenti ed istintive. Spicca nell'opera il coraggio di non tirarsi indietro scendendo a banali compromessi, quando il sesso è necessario che vada rappresentato in tutta la sua complice veridicità per rendere credibile la rappresentazione senza veli e falsi pudori di un amore carnale che totalizza e crea dipendenza; questo più ancora del non trascurabile crescendo noir, è l'aspetto che rende notevole la pellicola, che man mano che procede all'epilogo (quasi una resa dei conti con finale semi-aperto) cresce parimenti nel suo intreccio con una suspence dai risvolti inquietanti ed accattivanti insieme. L'inconnu du lac è un noir che scava dunque nelle profondità di rapporti umani che non riescono ad andare oltre un superficiale appagamento dei sensi, che come tale si dimostra inevitabilmente effimero e destinato a non saziare ma solo a placare temporaneamente. Un noir che parte piano, calmo e placido e sfiora le atmosfere pulp in un crescendo di stati d'animo e di emozioni che superano ogni più ottimistica aspettativa. Insomma una sorpresa notevole.