La Gelosia

La Gelosia

Titolo originale: La Jalousie

Louis ha trent'anni, una figlia e una compagna che lascia per un'altra. Attore di teatro, a cui piace flirtare e fare lunghe passeggiate, Louis è 'definitivamente' innamorato di Claudia, un'attrice che adora Majakovskij e da alcuni anni ha appeso la 'maschera' al chiodo. Gelosa e imprevedibile, Claudia ama Louis di un amore libero che si appaga con amanti occasionali. Insofferente alla vita domestica e a un appartamento troppo piccolo per il suo ego, Claudia trova lavoro come archivista nello studio di un architetto che diventa molto presto il suo amante. Ignaro, Louis le dichiara ogni giorno il suo amore, camminando per parchi e per ore con lei e la figlioletta, cui lo lega un amore tenero e infinito. Abbandonato bruscamente da Claudia, Louis è inconsolabile fino al (tentato) suicidio, a cui metteranno riparo la figlia, la sorella e il teatro. Girato letteralmente 'in casa', La gelosia attinge personaggi ed eventi dal vissuto biografico di Philippe Garrel. Coerente al suo discorso cinematografico, che combina la sperimentazione linguistica all'esperienza esistenziale, La gelosia drammatizza il tradimento del padre (Maurice Garrel), interpretato dal figlio Louis dentro le infinite tonalità del bianco e del grigio. Sacrificato con la madre all'amante, il regista francese non ha mai dimenticato la gelosia nutrita ieri e testimoniata oggi dal suo cinema poetico, che da sempre privilegia la forma, dimostrando con appassionante perseveranza l'inesauribilità dell'immagine nella descrizione della realtà.  In bilico tra desiderio e impossibilità di governare e comprendere i sentimenti, La gelosia è l'ennesimo e ineludibile frammento di un discorso amoroso intorno alla separazione, all'esigenza irrealizzabile dei suoi personaggi di impedire la perdita e subire l'assenza. L'uomo, la donna e la bambina, figure archetipiche che assumono un ruolo centrale nelle opere dell'autore, cercano di trattenere il più a lungo possibile le persone amate, rassegnandosi poi a vederle svuotare l'armadio, preparare la valigia e infilare la porta. I personaggi del primo periodo del cinema dell'autore, volti primordiali e lontani da identità di ruolo riconoscibili, incarnano oggi i volti cari e familiari del genitore e dei figli, Louis e Esther Garrel, metafore in carne ed ossa della tensione continua verso qualcosa che si sottrae e che si nega. La gelosia intende allora l'amore come uno stato di allarme incessante che rende impossibili il possesso e un "ti amo" definitivo ed ultimo. Affiancato dalla volubile Claudia di Anna Mouglalis, Louis Garrel, dimensione 'fisica' del cinema paterno, è un seduttore sedotto, segnato dall'ansia insoddisfatta di chi non riceve risposte. Perché la gelosia, secondo Garrel, è un'emergenza, uno stato emotivo che non si risolve. Alla gelosia, come all'amore non c'è soluzione. Più vicino a uno stile narrativo e tradizionale, ma non per questo accademico, il film  ribadisce l'irriducibilità di un'artista che non smette di interrogare il sociale e il politico affondando nelle profondità e nella quotidianità dell'uomo.