Detachment - Il Distacco

Detachment - Il Distacco

Titolo originale: Detachment

 

Henry Barthes è un insegnante delle scuole superiori introverso e solitario, con un’antica ferita difficile da sanare che lo porta a guardare il 
mondo intorno a sé con distacco. Chiamato per una supplenza in una 
degradata scuola pubblica di periferia, Henry entra in contatto con un 
universo fatto di giovani senza speranze per il futuro, con genitori disinteressati e assenti, seguiti da professori disillusi e demotivati. Il distacco 
e la mancanza di coinvolgimento emotivo consentono ben presto a Henry 
di conquistare il rispetto e la partecipazione degli studenti. Un piccolo 
gioiellino, per la vitalità delle situazioni psicologiche che affronta, per i 
modi spesso suggestivi con cui visivamente le risolve, con un Adrien 
Brody in stato di grazia

Il regista di American history X, Tony Kaye, propone un interessante e drammatico affresco della scuola americana di oggi, attraverso il racconto dell’atteggiamento “distaccato” del supplente interpretato da un fascinoso Adrien Brody, alle prese con il dipanarsi di crisi e drammi personali da parte degli studenti, ma anche degli stessi insegnanti di un liceo non meglio identificato di New York. Il film si avvale di un cast notevolissimo anche per ruoli minori, e comprende alcuni attori di grande talento come i veterani James Caan, Marcia Gay Harden, Blythe Danner e William Petersen e le rivelazioni Bryan Cranston (Breaking bad), Christina Hendricks (Mad men) e Lucy Liu. Sullo schermo scorre, in maniera lirica e rarefatta, la storia di alcune settimane di supplenza di un professore idealista interpretato da Brody, che figura anche tra i produttori di questa produzione indipendente, presentata al Tribeca Film Festival. Il film prende le mosse dal senso di necessario distacco presente ne Lo straniero di Albert Camus per raccontare il difficile viaggio interiore di un insegnante che ha davvero a cuore il destino degli studenti, a confronto con una realtà fatta di giovani prostitute, di ragazzine presuntuose, di adolescenti grasse e problematiche dagli impulsi suicidi e da ragazzi insensibili che potrebbero, un domani, rivelarsi dei serial killer. Un ritratto a fosche tinte della scuola americana, dove i professori non sono certamente più felici dei loro alunni, che Kaye racconta in maniera lirica e visivamente emozionante in un crescendo addolorato e problematico. Le immagini curatissime di Kaye (anche direttore della fotografia) si alternano con foto, disegni, memorie dal passato per restituire allo spettatore il senso di una storia avvolta da una sorta di pessimismo cosmico rispetto alla società americana e alla sua scuola, dominata dall’indifferenza, dall’ipocrisia e dalla disperazione. Eppure, nonostante le drammatiche dichiarazioni iniziali di veri insegnanti che parlano della scuola con toni certamente di forte disillusione, Detachment - Il distacco sortisce volutamente l’effetto contrario, facendo del personaggio di Brody una sorta di antieroe consapevole dei propri limiti, che affronta in maniera solitaria e razionale un lavoro diventato una vera e propria missione. Non è certo la prima volta che il cinema americano affronta la scuola come uno dei temi di punta della società civile, ma rispetto a tanto cinema del passato il senso di sopraffazione viene sublimato visivamente in un racconto rarefatto ed essenziale sul piano visivo, nel quale il vuoto dei personaggi si concretizza in una serie di sequenze oniriche. Un film originale e rilevante per la società di oggi, nonostante i dubbi sollevati da certe situazioni che ad uno spettatore europeo potrebbero apparire come esasperazioni al limite del melò.