Circuito Cinema - Filmstudio 7B

UNa donna fantastica

Una donna fantastica

(Una mujer fantastica)
(id, Cile/Germania ) di Sebastiàn Lelio 104'

Cile, oggi. Marina e Orlando sono innamorati e pianificano di passare le loro vite insieme. Lei lavora come cameriera e adora cantare. Il suo compagno, di vent’anni più grande, ha lasciato la sua famiglia per lei. Una sera, però, tornati a casa dopo aver festeggiato il compleanno di Marina in un ristorante, succede l'imprevedibile: Orlando improvvisamente diventa pallido e smette di rispondere. In ospedale, tutti i medici confermano la morte dell'uomo. Gli eventi si susseguono veloci: Marina si trova di fronte alle domande sgradevoli da parte di un'ispettrice di polizia, mente la famiglia di Orlando le mostra solo rabbia e sfiducia, la esclude dal funerale e le ordina di lasciare l'appartamento, che apparteneva ad Orlando, il più presto possibile. Marina, infatti, è una donna transessuale e la famiglia del defunto si sente minacciata dalla sua identità. Ma Marina è forte, e con la stessa energia che ha utilizzato per il diritto a essere donna decide di combattere, a testa alta, per il diritto di vivere il proprio lutto. Lelio restituisce un ritratto feroce della classe borghese e delle sue rivendicazioni mai affrancata dai legami coi poteri anche quelli più sanguinari della dittatura, ma il suo centro rimane lei, Marina splendidamente incarnata da Daniela Vega, è la sua presenza che permea il film di fascino e di mistero rovesciando i cliché che potrebbero soffocarlo. L'ambiguità sessuale di Marina diviene l'ambiguità del film, ne modella la sostanza spostando ogni riferimento nella dimensione del desiderio in un modo per tutti gli altri insostenibile. Estranea a quel mondo Marina mantiene il suo segreto, e con lei il regista che la filma senza mai mostrarne il sesso, quello che tutti vogliono sapere volgarmente. E questa dimensione che le permette di essere donna e uomo insieme, di passare da una parte e dall'altra, di essere quasi hitchcockianamente una “vertigo”, una donna che visse due volte, diviene quella del film, fantasmagoria intelligente di crudeltà e tenerezza. Il nuovo film di Sebastián Lelio esce  quattro anni dopo Gloria e poco dopo la premiere torontoniana di Disobedience, il primo film americano del cineasta cileno. Gloria era un film che si interrogava “sull’innamorarsi a quasi sessant’anni, con un matrimonio fallito alle spalle e coi figli ormai grandi”, in una società come quella cilena che tutt’oggi fatica a lasciarsi alle spalle i decenni sotto la dittatura. Quella di Gloria era una risposta alla solitudine o desiderio di mettersi in gioco? In questo senso Una mujer fantastica è un film speculare al precedente di Lelio, mantenendo quell’approccio narrativo alla storia minima ed intima per aprire uno spiraglio sulla grande Storia cilena.

coming soon

  • enrico rava 1
  • The Square 3
  • ImNotYourNegro
  • Michelangelo