Circuito Cinema - Filmstudio 7B

Tirannosauro Peter Mullan2

Tirannosauro

(Tyrannosaur)
(id, Gran Bretagna ) di Paddy Considine 92'

Un uomo violento, impulsivo, spesso fuori controllo e incline all'alcol. Una donna che gestisce un negozio di articoli di seconda mano. Un incontro fortuito quello tra Joseph e Hannah, la possibilità all’inizio remota poi sempre più concreta di fare un pezzo di strada insieme, di trovare sostegno reciproco, di risalire la china e ritrovare prima di tutto la stima in se stessi, quel barlume di dignità che consenta di affrontare un mondo ostile, di combattere i propri demoni interiori, di dire basta a un marito manesco e incline alle perversioni. Due anime allo sbando, un passato che emerge poco alla volta, un presente fatto di insofferenza e rassegnazione: sembra il "solito" film realistico e sgradevole made in Britain, eppure l'esordio alla regia dell'attore Paddy Considine (In America, The Bourne Ultimatum) prende quota e conquista grazie a una sceneggiatura attenta e calibrata, alla suspence per i mille pericoli che sfiorano, toccano, stordiscono i protagonisti. Un film che presenta non pochi punti di contatto con la filmografia dei due maestri del cinema britannico, Mike Leigh e Ken Loach, avvincente, che si è fatto lentamente strada nei festival e nel circuito internazionale, finendo per trovare finalmente un distributore italiano. A Roma 2011, nell’ambito del Focus dedicato al cinema inglese, è stato salutato da un lungo e convinto applauso al termine della proiezione. Prima ancora, aveva ottenuto il premio del Sundance Festival e conseguito il premio Bafta del cinema indipendente, fino a vincere il Mosaico d’Europa Film Festival 2012 a Ravenna. L’asciuttezza dell’impianto, il sapiente innesto di personaggi secondari ma non privi di rilievo - spicca il ragazzino vicino di casa di Joseph, abusato e ignorato – e naturalmente la straordinaria aderenza al ruolo, la misura e l’efficacia della prova offerta da Peter Mullan e da Olivia Colman (ma anche il marito interpretato da Eddie Marsan lascia il segno) costituiscono i punti di forza di Tyrannosaur. Il titolo, sia chiaro, non ha nulla a che vedere con i dinosauri ma è un non troppo affettuoso nomignolo che appartiene al vissuto dell’uomo: il fascino della trama risiede proprio nel confronto con un passato indelebile, che spinge verso il basso e che nell’incontro decisivo dà modo di vedere la vita sotto una luce diversa. Al termine di un percorso di sofferenza e di espiazione ci sarà modo di superare la crisi e chiudere ferite che si riteneva non potessero rimarginarsi. Insomma, c’è la luce in fondo al tunnel e Tyrannosaur è uno di quei film che infondono energia e consolazione allo spettatore: sarà questo il motivo di tanta benevola accoglienza?

 

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