Circuito Cinema - Filmstudio 7B

the neon demon

The neon demon

(Id.)
(id, Francia/Danimarca ) di Nicolas Winding Refn 110'

Si ha come la sensazione che se Nicolas Winding Refn, dopo Drive, non avesse iniziato a fare pubblicità, diventando motivo di vanto per marchi prestigiosi come Gucci, Lincoln, H&M e Hennessy, un film come The Neon Demon non ci sarebbe mai stato. È qui, infatti, che il cineasta danese ha affinato la sua arte; è qui, soprattutto, che ha imparato a conoscere da vicino il “neon demon”, probabilmente anche sulla sua stessa pelle. Il “neon demon”, ossia quell’impalpabile forza che, insinuandosi attraverso la luce dei riflettori, l’applicazione dei cosmetici, le falcate lungo le passerelle e una montante rivalità tra colleghi, finisce col trasformare la nostra natura più intima e innocente, facendoci diventare predatori in caccia di fama e celebrità, ossessionati dalla perfezione estetica e dal possesso di ricchezze vane, alla ricerca perenne di un effimero protagonismo. Se poi questo contesto lo si applica al mondo femminile, allora dovremmo essere predisposti a sprofondare in un inferno sberluccicante di invidie e competizioni. Perché The Neon Demon è un film sulla consunzione del corpo, la sua cannibalizzazione, in senso metaforico, ma anche molto concreto. La giovane Jesse (Elle Fanning), sedici anni all’anagrafe ma diciannove dichiarati, come le suggerisce la matrona del fashion star system Christina Hendricks al momento di farle sottoscrivere il contratto con cui venderà l’anima al diavolo, giunge a Hollywood per sbarcare il lunario come fotomodella e si ritrova, anche lei, vittima e carnefice, immersa nel “neon demon”. L’aggravante di Jesse, ciò che la rende “pericolosa” per se stessa e, soprattutto, per gli altri, è la sua bellezza pulita e sincera, che non necessita di ritocchi, né ha bisogno di primeggiare in quanto avere la meglio sul lavoro le riesce del tutto naturale. Ciò che più affascina nel film è la sensibilità con cui NWR, al contempo irretito e intimorito dal potere femmineo, si sia circondato di donne e abbia raccontato il loro universo abbandonandosi a una sensualità e a un erotismo voyeuristici davvero conturbanti. Non è un caso che abbia scelto e svezzato Elle Fanning, col suo corpo diafano e fanciullesco, virginale e provocatorio, incubatrice di innocenza e aggressività. Proprio come l’improvvisa apparizione del puma nella sua stanza, che sembra un omaggio al Bacio della pantera dell’amico Paul Schrader. Il vero Refn è quello di The Neon Demon, iconoclasta, contradditorio, sprezzante del pericolo, ormai padrone di se stesso e votato all’arte anima e corpo. In nome dell’arte NWR è disposto a tutto, non guarda in faccia nessuno. L’importante è avere la consapevolezza che il suo cinema è arrivato a un punto dove o lo si ama o lo si odia. C’è chi è in grado di metabolizzarlo e chi lo rigetta. Grande cinema, comunque.

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