Circuito Cinema - Filmstudio 7B

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Raffaello - Il Principe delle Arti


(id, Italia ) di Luca Viotto 90'
19/12/2017 - 21
20/12/2017 - 21

Dopo il successo dei primi tre film, Sky, Musei Vaticani e Nexo Digital, in collaborazione con Magnitudo Film, presentano il quarto film d’arte per il cinema: Raffaello - il Principe delle Arti, la prima trasposizione cinematografica mai realizzata su Raffaello Sanzio (1483-1520), uno degli artisti più celebri al mondo. Il film, prodotto da Sky 3D, con Sky Cinema e Sky Arte, è stato riconosciuto di interesse culturale. Il merito di questo film-documentario è di avere saputo amalgamare la commistione tra cinema ed arte, tecnologia ed emozione. Sono serviti 18 mesi di lavoro sul film, tra preparazione, riprese e post produzione, 30 giorni di riprese, un team di produzione di oltre 100 persone, oltre 200 ore di girato, 40 costumi realizzati su misura di cui 10 originali, 70 le opere trattate di cui più di 40 di Raffaello. Sono state usate le tecniche più sofisticate ed il virtual reality. E, quando si arriverà al finale, rimanete ancora in poltrona, perché i titoli di coda riserveranno straordinarie sorprese... “Qui giace Raffaello, dal quale la natura temette mentre era vivo di essere vinta; ma ora che è morto teme di morire”, sono le famose parole di Pietro Bembo impresse sulla tomba al Pantheon a Roma. E non si sbagliava di certo. A vedere questo documentario te ne convinci ancora di più. Un “capolavoro” di storia, vita, opere, tele e racconti che si susseguono intensi, la voce calda di Antonio Paolucci, ex direttore dei Musei Vaticani fino allo scorso anno, che spiega allo spettatore quasi lo avesse davanti, quello che c’è dietro il dipinto, ora citando il Vasari ora aiutando nella comprensione di un affresco. Con un dolce movimento delle mani, le agita ed indica il patrimonio artistico di Raffaello, come la Liberazione di San Pietro dal Carcere, uno dei più bei dipinti notturni mai usciti dalle mani di un artista. E’ notte, l’apostolo Pietro è incatenato e rinchiuso in una cella, sorvegliata dalle guardie che all’improvviso cadono in un profondo sonno, arrivano gli angeli, la liberazione avviene! Dio non ha lasciato solo il suo servo, nemmeno dietro le sbarre. Il racconto parte con l’infanzia, nella bottega del padre Giovanni De’Santi, qui interpretato dall’attore Enrico Lo Verso.  Genialità, estro, creatività, un figlio che supera il padre ed i maestri, ricercato da uomini ricchi, papi e dalle donne, il suo debole. Si parla, tra le altre storie, in particolare di quella con una giovane ragazza detta “la Fornarina” che lo avrebbe ispirato per un famoso dipinto. Una intensa e florida carriera artistica stroncata da una malattia a soli 37 anni. Qui, Raffaello ha il volto di Flavio Parenti, mentre Pietro Bembo è Marco Cocci e la Fornarina è la Angela Curri di Braccialetti Rossi. Un’esclusiva del film è stata la ricostruzione della cappella Sistina così come apparve la notte del 26 dicembre 1519, quando sotto la volta affrescata da Michelangelo furono esposti i primi 7 arazzi di Raffaello (oggi custoditi nella Pinacoteca vaticana). A quel tempo ancora non esisteva il Giudizio Universale.

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