Circuito Cinema - Filmstudio 7B

porno libert

Porno & libertà


(id, Italia ) di Carmine Amoroso 78'

In un paese prigioniero dell'ipocrisia sul sesso, un gruppo di ribelli, attraverso l'arma della pornografia e sulla spinta dei movimenti giovanili di quegli anni, inizia una battaglia contro la censura e il comune senso del pudore, per sfondare le barriere del perbenismo borghese e sconfiggere sensi di colpa e tabù che soffocavano il sesso e l'amore. Dall'italiano Lasse Braun che inventò, lanciò e sdoganò la cultura del porno nel mondo, a Riccardo Schicchi maestro di provocazioni e trasgressioni come l'elezione di Ilona Staller "Cicciolina", la prima pornostar al mondo ad essere eletta in un Parlamento; da Judith Malina al Living Theatre, dai cartoni animati di Siné di Charlie Hebdo a Vincenzo Sparagna di Frigidaire, e ancora da Andrea Pazienza, Giuliana Gamba, Helena Velena, Mario Mieli, Lidia Ravera, Marco Pannella, il Parco Lambro. Letterati, intellettuali, pornografi, pornostar, filosofi e femministe rivelano come la pornografia sia diventata un'arma di cambiamento e di lotta sociale e politica. Il documentario si snoda attraverso un mosaico di interviste, intramezzate da spezzoni di film porno e immagini d’epoca e di repertorio (memorabili quelle della manifestazione di Parco Lambro a Milano nel 1976, una specie di Woodstock tutta all'italiana). Elemento ricorrente che emerge nel corso del film è come il puritanesimo e il perbenismo nell’Italia degli anni 60-70 fossero sentimenti diffusi non solo, come si può immaginare, negli ambienti più borghesi e cattolici, ma anche fra le frange di opposizione legate alla sinistra e al partito comunista. Ritroviamo questo concetto nelle parole di Mughini e in quelle di Pannella, che ricorda il turbamento di alcuni membri del Partito Radicale alla candidatura di Cicciolina. Il sesso è qualcosa di irrazionale, e quindi, di conseguenza, poco politicamente controllabile, ed è da ciò che deriva la sua forza prorompente come arma culturale, afferma Giuliana Gamba. Il regista Lasse Braun, vero e proprio iniziatore di questa battaglia politica combattuta a colpi di pornografia, trova la soluzione contro questa avversione al sesso proprio attraverso la produzione di questo genere. Sarà il primo regista a portare a Cannes un film porno, causando non poco sconvolgimento e stupore. Ma il punto del discorso è proprio questo: lo shock è cultura, la censura invece la sua mortificazione. A quasi cinquant’anni di distanza, tanti passi avanti sono stati fatti, ma la tendenza attuale sembra quella di creare una categoria per ogni cosa, dice Helena Velena, un atteggiamento questo che ci dovrebbe mettere sull’attenti. Triste constatare però come ormai sembri difficile ritrovare la spinta e la forza rivoluzionaria che mosse questi primi ribelli. E allora risuona valido, ieri come oggi, l’appello fatto proprio da Helena Velena prima della proiezione del film, al termine della sua invettiva contro i servizi di streaming che ci distraggono da attività più “ludiche”: “Fate più sesso, siate felici, liberi e rivoluzionari"

coming soon

  • Linfanzia di un capo
  • Assalto al cielo
  • A casa nostra