Circuito Cinema - Filmstudio 7B

nondicoaltro

Non dico altro

(Enough said)
(id, USA ) di Nicole Holofcener 93'

Eva, massaggiatrice divorziata, a una festa conosce Albert, un uomo gentile e anche lui single, e la poetessa Marianne. Con quest'ultima, Eva entra subito in sintonia: Marianne diviene non solo una sua cliente fissa, ma prende anche l'abitudine di sfogarsi di tutti i difetti dell'ex marito, che ancora la infastidiscono. Tuttavia, mentre l'amicizia con Albert si trasforma in qualcosa di più profondo, Eva scopre che proprio lui è l'ex marito di Marianne. Che fare? Credere ai racconti dell'amica o portare avanti una relazione che sembrava perfetta? James Gandolfini ha lasciato il dolce in fondo. Noto per le sue interpretazioni di killer e poliziotti duri, ma soprattutto per il mafioso Tony Soprano, l'attore italoamericano si considerava più affine a 'un Woody Allen di 118 chili. E la regista Nicole Holofcener gli ha offerto la possibilità di dimostrarlo in questo suo ultimo film come protagonista: una piccola commedia romantica 'indie' tra persone di mezza età ritratte nei loro bisogni, fragilità, solitudini. Per raccomandare la visione di Non dico altro sarebbe sufficiente l'interpretazione di Gandolfini, tutta impostata su gesti semplici anche durante le fitte conversazioni: preparare il cibo, versare da bere, salire in macchina un po' a fatica, data la mole. Come è nella migliore tradizione della tecnica recitativa dell'immedesimazione, dall'Actor's Studio in avanti. La sua è una performance tutta in finezza di uomo mite ma orgoglioso che neppure l'esuberanza della mimica facciale di Julia Louis-Dreyfus, comica e attrice di serie tv ('Seinfeld') prestata al cinema, riesce a oscurare. Anche la sceneggiatura, però, ha i suoi meriti. Ne è autrice la stessa Holofcener; la quale, se nelle vesti di regista usa un linguaggio molto tradizionale, mettendo in scena una Los Angeles vista già tante volte, nel trattamento dei personaggi adotta invece una personale combinazione di causticità e affetto. Estendendola anche ai caratteri secondari: vedi Sarah, l'amica psicanalista di Eva; le figlie dei protagonisti, fragili e presuntuose al contempo; la migliore amica di Ellen, Clohe, bisognosa di protezione. Soprattutto, però, la Holofcener mostra di sapere bene che, quando un rapporto sentimentale va in crisi, le parti in causa danno spiegazioni molto diverse dei motivi per cui ciò è avvenuto. E' una consapevolezza di come noi tutti affrontiamo certe, delicate situazioni che Gandolfini, insolitamente malinconico e divertente allo stesso tempo, restituisce calandosi in parte con l'acume e la sensibilità che è solo dei grandi attori.

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