Circuito Cinema - Filmstudio 7B

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Le streghe son tornate

(Las brujas de Zugarramurdi)
(id, Spagna ) di Alex de la Iglesia 112'
José e Antonio organizzano una rapina in un compro oro al centro di Madrid, ma qualcosa non va secondo i loro piani. Costretti a scappare, i due - insieme al figlio di José, che si è portato dietro il bambino per non rinunciare ai giorni a lui dedicati dopo la separazione dalla moglie Silvia - fuggono a bordo di un taxi. La loro destinazione è la Francia, quindi si addentrano nelle montagne verso il confine, seguiti dalla zelante coppia di poliziotti composta da Calvo e Pacheco e dalla stessa Silvia. Lungo la strada, però, il bizzarro gruppo è costretto a fermarsi a Zugarramurdi, un piccolo paesino basco dove vive una strana comunità di donne che si rivelerà essere una famiglia di streghe, impegnata nella preparazione di un sabba organizzato per consentire il definitivo ritorno della Grande Madre... Álex de la Iglesia, l'ondivago regista basco qui ritorna ai suoi massimi, raggiunti quindici anni orsono con La Comunidad: Le streghe son tornate (Las brujas de Zugarramurdi, vincitore di 8 premi Goya, gli Oscar spagnoli) è folle e lucido, rabelaisiano e fantastorico, sociologico e stregato, iperbolico e b-movie, tarantolato e tarantiniano insieme. Nel panorama normodotato del cinema contemporaneo, non è qualcosa, è tutto: de la Iglesia ritrova il furore fantastico degli esordi, perfeziona il proverbiale humour nero e, soprattutto, riesce laddove falliva la Balada triste de trompeta (2010), ovvero nell'apologo storico-politico. Se il circo triste del franchismo finiva lì malamente strombazzato, qui la critica di costume rinviene a Zugarramurdi che cos'è oggi l'uomo e che cos'è la donna, quali ruoli, status, condizioni, stereotipi e contro-stereotipi incarnano nella società spagnola e occidentale. Sì, le streghe son tornate, e l'unica speranza per il nostro sesso debole - già sesso forte - è che qualcuna si innamori di noi. Perché le streghe sono dappertutto e hanno potere, potere reale: nei titoli di testa il girl power ha i volti iconici di Margaret Thatcher e Angela Merkel, sangue dello stesso sangue, sortilegio dello stesso sortilegio della famiglia stregata interpretata da Terele Pavez, Carmen Maura e Carolina Bang. Donne che comandano a bacchetta, che irretiscono e piegano al proprio volere maschi e nazioni: la forza di de la Iglesia, anche co-sceneggiatore, è non solo di prestarsi a questo samba femminista, ma immedesimarsi ideologicamente in quel che racconta, una sorta di 'rape and revenge movie' da secoli di sessismo, sciovinismo e machismo. Lo fa talmente bene da trascolorare i Sin City di Rodriguez e i Grindhouse tarantiniani, centrando un valore aggiunto: 'Witching & Bitching', recita il titolo internazionale. Lo dite voi alle Femen che non hanno inventato nulla? Da vedere."

coming soon

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