Circuito Cinema - Filmstudio 7B

le regole del caos 2

Le regole del caos

(A little Chaos)
(id, Gran Bretagna ) di Alan Rickman 112'

La storia è ambientata nel 1682 in Francia, durante il massimo splendore del regno di Luigi XIV; in questo periodo sono anche narrate le vicende della giovane e laboriosa Sabine de Barra (Winslet), paesaggista nelle campagne e nei giardini francesi. Un giorno qualsiasi la sua vita potrebbe cambiare radicalmente, riceve infatti a casa una missiva nella quale viene elencata una lista di concorrenti per l’assegnazione di un incarico alla corte del re, e in quella lista c’è proprio il suo nome. Anche al primo incontro a corte Sabine viene guardata con notevole diffidenza e distacco (lei non è nobile e non può permettersi abiti fastosi) soprattutto dall’artista di corte, Andrè la Notre (Schoenaerts) che sembra alquanto infastidito della sua presenza, forse conscio della sua bravura. Malgrado la diffidenza, Andrè sceglie proprio la sagacia di Sabine per l’opera più lungimirante dell’intera reggia di Versailles: la sala da ballo all’aperto (la sala di Rockwork Grove). Il lavoro è molto e Sabine è sola, ansiosa di dimostrare il proprio valore alla corte e contrastata dalla compagna di Andrè, che la guarda con occhio pieno di disprezzo. Riuscirà a completare l’opera in tempo e a conquistarsi il beneplacito del re? Nel frattempo inizia lentamente a crearsi un amore tra la bella Sabine e l’affascinante artista Andrè, prima diffidente ora ammaliato dall’estro e dalla bontà della donna. Dopo L’ospite d’inverno, l’esordio alla regia di Rickman, torna la tematica della donna vedova che si fa strada nella società ma è parzialmente incapace di elaborare i suoi lutti e insuccessi. Sabine ha perso la figlia e il marito in circostanze tragiche, solo alla fine del film si capisce perché è così frenata nell’amore e la sua disperazione aumenta in maniera direttamente proporzionale rispetto all’amore di Andrè. “Panta rei” potremmo dire in sostanza, ma dopotutto “the show must go on”… Sabine capisce, anche grazie ad Andrè, che la vita va avanti, non si ferma a guardarsi e specchiarsi, proprio come l’evoluzione di una rosa: sboccia, fiorisce e appassisce in maniera graduale ma senza accorgersene. La differenza tra il mondo di Sabine e quello delle piante sta tutto nella consapevolezza; lei è consapevole di morire dentro, una pianta no. Ottima prova alla regia per Alan Rickman che ammalia con il suo dramma bucolico e distende i sensi per passione, pace e virtuosità. La reggia di Versailles è impreziosita dal maestoso piano sequenza finale e il montaggio è fine e delicato (nel film c’è una delle più belle scene di sesso viste negli ultimi anni). Le regole del caos è un’opera sinuosa e ammaliante come una rosa centifolia che inebria col suo leggero profumo e colpisce per la sua raggiante bellezza.

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