Circuito Cinema - Filmstudio 7B

la ricostruzione

La ricostruzione

(La reconstruccion)
(id, Argentina ) di Juan Taratuto 93'

v.o. sottotitolata in italiano

Eduardo è un lavoratore irreprensibile, dal carattere ossessivo e misterioso. Uomo solitario, difficilmente si lascia andare alle emozioni e tutte le sue vicende personali sono rinchiuse in una camera. Tuttavia, quando un vecchio amico gli chiede di partire insieme, per aiutare lui e la sua famiglia, Eduardo avrà l'occasione di ripensare e riscoprire la sua umanità ricostruendo il suo passato, il suo presente e, forse, anche il proprio futuro... La Patagonia come stato d'animo, il gelo come condizione interiore, la durezza di quella terra desolata come traduzione sensibile dell'esilio in cui vive, forse deliberatamente, il protagonista. Nella prima parte de 'La ricostruzione', il film argentino scoperto alle Giornate degli Autori l'anno scorso, tutto è aperto, carico di mistero. Che cosa consuma Eduardo, (...) da dove viene quella durezza, l'ostinata indifferenza con cui guarda al resto del mondo (...)? Torna in mente il furioso 'Locke', a cui formalmente 'La ricostruzione' non somiglia affatto, perché anche qui è di scena un rovello morale, una scelta estrema e forse auto-punitiva. E anche 'Locke', curiosa coincidenza, era un capocantiere, segnato dallo scrupolo e dalla precisione. Le analogie finiscono qui, 'La ricostruzione' non è così radicale nelle forme né così geniale negli sviluppi. Ma il sentimento che muove i due protagonisti ha qualcosa di simile. Anche qui, è evidente, ci sono colpe sepolte da riscattare con sofferenza e isolamento. Anche se per scoprirlo dovremo seguire Eduardo nella città di Ushuaia, sempre in Patagonia, accettare i silenzi e i modi bruschi con cui film e personaggio ci portano da un vecchio amico che sembra il suo opposto. (...) Non sempre imprevedibile negli sviluppi, ma teso, sensibile, cucito addosso a un pugno di attori perfetti, 'La ricostruzione' pedina l'invisibile catturando in una fitta ragnatela di gesti e silenzi i sentimenti, i timori, gli smottamenti interiori dei personaggi, con asciutto rigore e momenti bellissimi. Se l'argomento non è allegro, momenti come questi rendono 'La ricostruzione' un film non lugubre né depressivo, bensì emotivamente forte e, a suo modo, ottimistico: per il modo in cui perora la causa della vita contro la morte, la necessità di andare avanti superando anche le esperienze più dolorose. E qui s'impone una nota a parte per l'interpretazione di Diego Peretti, attore, scrittore e psichiatra argentino (visto da poco anche sui nostri schermi in 'The German Doctor') che ha partecipato come autore alla creazione del proprio personaggio. Per tratteggiare il tormentato Eduardo, Peretti trova una straordinaria concentrazione espressiva - fatta di gesti, espressioni, rapporti con lo spazio fisico in cui si aggira - rendendolo totalmente credibile sia nella fase 'bloccata' sia in quella della rigenerazione. È anche perciò che la scelta da parte di Academy Two di far uscire il film in edizione originale con sottotitoli pare opportuna.

v.o. sottotitolata in italiano
Eduardo è un lavoratore irreprensibile, dal carattere ossessivo e misterioso. Uomo solitario, difficilmente si lascia andare alle emozioni. Tuttavia, quando un vecchio amico gli chiede di partire insieme, per aiutare lui e la sua famiglia, Eduardo avrà l'occasione di ripensare e riscoprire la sua umanità ricostruendo il suo passato, il suo presente e, forse, anche il proprio futuro... La Patagonia come stato d'animo, il gelo come condizione interiore, la durezza di quella terra desolata come traduzione sensibile dell'esilio in cui vive, forse deliberatamente, il protagonista. Racconto dedito ai mezzi toni che scava senza mai una banalità, con asciutto rigore e momenti bellissimi.v.o. sottotitolata in italianoEduardo è un lavoratore irreprensibile, dal carattere ossessivo e misterioso. Uomo solitario, difficilmente si lascia andare alle emozioni. Tuttavia, quando un vecchio amico gli chiede di partire insieme, per aiutare lui e la sua famiglia, Eduardo avrà l'occasione di ripensare e riscoprire la sua umanità ricostruendo il suo passato, il suo presente e, forse, anche il proprio futuro... La Patagonia come stato d'animo, il gelo come condizione interiore, la durezza di quella terra desolata come traduzione sensibile dell'esilio in cui vive, forse deliberatamente, il protagonista. Racconto dedito ai mezzi toni che scava senza mai una banalità, con asciutto rigore e momenti bellissimi.

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