Circuito Cinema - Filmstudio 7B

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La Parte degli Angeli

(The Angels' share)
(id, GB/Francia/Belgio/Italia ) di Ken Loach 101'

La crisi economica e soprattutto l’esclusione di migliaia di giovani dal mondo del lavoro, l’emarginazione sociale e l’impossibilità di costruirsi un futuro, la condanna a un inevitabile destino di delinquenza per moltissimi, in assenza di valide alternative. Non sono temi qualsiasi, sono le questioni decisive per la vita di milioni di persone, nell’Occidente già ricco e privilegiato, che oggi vede vacillare le sue certezze e sul domani non può scommettere più di tanto. Con La parte degli angeli, coprodotto dai fratelli Dardenne, il grande Ken Loach questi temi li prende di petto e tuttavia li affronta con quello spirito di commedia proletaria che caratterizzava anche il recente Il mio amico Eric e che si inserisce benissimo nel solco del cinema britannico capace di trattare aspetti drammatici della realtà con sano umorismo e con un linguaggio accessibile al grande pubblico. La “parte degli angeli” è quella piccola percentuale di whisky che evapora durante il complesso processo, paragonabile alla creazione di un’opera d’arte, che porta alla nascita del prezioso distillato. Attorno a questa dolce metafora alcolica, il 75enne regista inglese è affiancato dallo sceneggiatore di sempre Paul Laverty nel costruire la storia di un giovane delinquente di Glasgow, Robbie. Quando lo incontriamo per la prima volta, è stato appena condannato al lavoro socialmente utile dal magistrato. Ha commesso un gravissimo atto di violenza – ancor più grave perché totalmente insensato – ma ora è determinato a rimettersi in riga, perché sta per nascere il suo primo figlio ed è innamoratissimo della sua ragazza Leonie. Il contesto però non lo aiuta: la famiglia di Leonie lo odia al punto da impedirgli, con le maniere forti, di vedere il piccolino e tutto congiura per riportarlo dentro la logica delle gang. Finché un bel giorno non incontra, insieme ad altri tre coetanei emarginati, un assistente sociale appassionato di whisky. L’uomo introduce i giovani (tra loro c’è anche una ragazza) nel mondo magico del distillato, un mondo dove Robbie, con l’aiuto degli altri, potrà mettere a frutto il suo talento anche con un inganno a fin di bene. Diciamo una redistribuzione delle ricchezze… Ma al di là della parabola sottostante, perfettamente leggibile in filigrana come storia di redenzione, La parte degli angeli, che ha ottenuto il Premio della giuria a Cannes, è un film godibile dall’inizio alla fine e molto ben recitato da tutti, soprattutto da Paul Brannigan, un ragazzetto dai penetranti occhi blu che ha una storia simile al suo personaggio, Robbie, essendo uscito da una comunità di Glasgow dove è stato scovato da Laverty.

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