Circuito Cinema - Filmstudio 7B

La guerra dichiarata

La guerra è dichiarata

(La guerre est déclarée)
(id, Francia ) di Valérie Donzelli 100'

 

In  La guerre est déclarée, la cineasta Valérie Donzelli, interprete e 
sceneggiatrice con l’ex compagno Jérémie Elkaim, narra la loro devastante esperienza di genitori sottoposti alla prova di un figlio di due anni 
colpito da tumore al cervello. La prima scena, che toglie l’angoscia e 
innesca un lungo flashback, ci mostra subito che il bambino è cresciuto 
e ha superato la malattia ma è l’originalissimo stile di scrittura e di 
regia che trasformano un possibile melodramma in qualcosa di insolito 
e sorprendente:  L’opera mescola commedia, farsa, dramma, documentario e storia d’amore, musical e melodramma. I dialoghi, i personaggi, 
le situazioni rimandano di continuo e volutamente al grande cinema di 

Truffaut. Film sorprendente per vitalità, intelligenza, humour.

Come abbia fatto l’Academy francese a dimenticare La guerra è dichiarata resta un mistero. Abbagliati da The artist, i giurati incaricati di assegnare i César (massima ricompensa che la professione francese attribuisce al cinema nazionale) si sono lasciati scappare il vero film-evento dell’anno appena trascorso. Tocca dunque alla critica rendere giustizia al film di Valérie Donzelli che, uscito in patria il 31 agosto scorso, ha riunito più di 200.000 spettatori in una sola settimana e ad oggi è arrivato a quota 900.000 ingressi. Per un’opera seconda, che tratta di un tema difficile, questi numeri non sono trascurabili. Protagonista di La guerra è dichiarata è una giovane coppia: belli, felici, innamorati, Juliette (Valérie Donzelli) e Roméo (Jérémie Elkaïm) vivono spensieratamente fino alla nascita del piccolo Adam. Alla loro prima esperienza, i due ragazzi tardano a capire che i lenti progressi del figlio esulano dalla norma, ma la scienza medica non ha dubbi ed emette una diagnosi inappellabile: tumore al cervello. Passo dopo passo lo spettatore è invitato ad accompagnare i protagonisti in un viaggio durato sei anni e premiato dal lieto fine. Adam è vivo e il film ha il pudore di informarne lo spettatore fin dall’inizio, scegliendo il flashback per raccontare il lungo percorso della famiglia, attraverso operazioni chirurgiche, esami, attese infinite. “Perché è capitato proprio a noi?”, si interroga smarrito il padre, sfinito da un percorso che non sembra avere fine, terrorizzato dalla possibilità che non ci sia guarigione. A questa domanda, che è quella di ciascuno di noi di fronte alla malattia e al dolore, la compagna risponde con umiltà e dolcezza: “Perché noi possiamo farcela”. Nessuna arroganza nel tono di voce, ma la fermezza di una madre che ha capito che la guerra sarà lunga e che bisogna resistere sulla lunga durata. Non tragga in inganno il fatto che il film sia scritto e interpretato da una coppia che ha vissuto realmente questa storia (Valérie Donzelli firma anche la regia): La guerra è dichiarata non ha niente in comune con i reality show. L’eccezionalità di questo film consiste nel coraggio e nel talento con cui rifiuta i toni del melodramma, della soap opera o della meditazione sulla morte, trasmettendo, al contrario, l’energia di chi ha deciso di affrontare gli eventi. Si piange, certo, di dolore e di gioia, e non si può fare a meno di uscire dalla sala pieni di ammirazione e di affetto per i due personaggi, perché il film è anche – e forse prima di ogni cosa – un film sull’amore e sulla solidarietà.

coming soon

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