Circuito Cinema - Filmstudio 7B

in another country

In another country

(Da-reun na-ra-e-seo)
(id, Corea del Sud ) di Hong Sang-soo 89'

VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Una giovane studentessa di cinema si rifugia con la madre a Mohang, in Corea. Per alleviare la noia di quel luogo isolato e lontano, la ragazza inizia a scrivere una bizzarra e vivace sceneggiatura che ha per protagoniste tre donne che si chiamano Anne. Nella prima questa è una regista francese in vacanza presso un collega coreano che ha un debole per lei, nonostante sia in attesa del primo figlio dalla moglie. Nella seconda è una donna sposata che ha una relazione clandestina con un regista coreano, mentre nell'ultima è una donna divorziata, il cui marito coreano l'ha abbandonata per una collega, in cerca di pace e serenità. Tucker Film, fiera portabandiera del cinema orientale nel Belpaese, porta in sala un ennesimo titolo di valore, quell' In another country presentato in concorso per la Palma d'oro al Festival di Cannes, e che è stato ritenuto dai Caihers du Cinema tra i migliori titoli del 2012. Hong Sang-soo, che aveva già recentemente entusiasmato i cinefili italiani vincendo il Pardo per la miglior regia al Festival di Locarno con Our Sunhi, arriva ora nelle sale italiane con quest’opera incentrata su una protagonista straniera che ha le sembianze di un'interprete di livello assoluto come la francese Isabelle Huppert, qui affiancata da alcuni degli attori feticcio del regista, tra cui Yoo Jun-sang e Jung Yoo-mi. Il cinema di Hong Sang-soo è un cinema che gioca con la storia e i personaggi, offrendo diverse interpretazioni degli stessi, ripetendo dialoghi e situazioni con diversi protagonisti in un lungo giro su se stesso non privo però di significati. Come anche nel precedente capolavoro The day he arrives, il racconto si moltiplica su più versanti, salvo trasmettere un senso di incredibile unicità che tiene legate le tre vicende in cui ritroviamo alcune figure fisse e fondamentali (su tutte quella del bagnino) a cui è facile affezionarsi, nonostante l'artificiosita degli eventi. Tre passaggi, tre versioni la cui esile trama è capace di raccontare i momenti più puri e veri di differenti esistenze. Realismo ispirato, memore del miglior Rohmer, e anche la figura di Anne ricorda le più belle protagoniste dei film del maestro francese, complice l’ennesima convincente interpretazione da parte di Isabelle Huppert, capace di tratteggiare con tocchi quasi nascosti i rispettivi caratteri dei tre ruoli a lei affidati. Dal punto di vista registico l'autore coreano non esita a ricreare in maniera quasi uguale differenti situazioni (ma con qualche gustosa differenza, che favorisce una sotterranea evoluzione interiore), riprendendole in maniera pressoché identica dal punto di vista visivo e stilistico. Una poetica che gira in loop fino a trovare un suo perfetto equilibrio, esasperata ma non esasperante, in grado di commuovere e mostrare come il cinema possa raccontare con un pizzico di magico romanticismo la disinvoltura del quotidiano. Tre storie in una, o meglio tre storie che ne raccontano una sola, in un ripetersi di eventi e situazioni che coincide infine in una sublime poetica. Figure e protagonisti a cui è facile affezionarsi per la simpatia e bravura degli interpreti, tra i quali spicca una straordinaria Isabelle Huppert che, nonostante abbia da poco spento le sessanta candeline, rimane donna e attrice di raro fascino.

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