Circuito Cinema - Filmstudio 7B

aPPARTAMENTO AD aTENE

Appartamento ad Atene

(Appartamento ad Atene)
(id, Italia ) di Ruggero Dipaola 95'

1943, Atene: un appartamento viene requisito per ospitare un ufficiale tedesco, il Capitano Kalter (Richard Sammel). Non è sfitto: ci vivono gli Helianos, l’ex editore Nikolas (Gerasimos Skiadaresis) e Zoe (Laura Morante), che dopo un passato agiato ora navigano in cattive acque. Hanno un ragazzino di 12 anni (l’esordiente Vincenzo Crea), animato da fantasie di vendetta, e una bambina di 10 (la debuttante Alba De Torrebruna): un terzo figlio l’hanno perso in guerra. Insomma, già non sono rose e fiori, e l’arrivo di Kalter fa precipitare la situazione: metodico, ascetico e crudele, il militare impone agli Helianos il coprifuoco esistenziale. Che fare? Sottomettersi, a partire da Nikolas, farsi servi: cucina, pulizie, camera matrimoniale, tutto a servizio esclusivo di Kalter, un padre padrone che tutto può e nulla concede. Kalter è Marte e la famiglia, volente o nolente, gli ruota intorno con orbite diverse, soprattutto quelle maschili: il figlio vorrebbe ammazzarlo, il padre arriva persino ad ammantare di amicizia il rapporto vittima-carnefice. Poi, l’assenza: Kalter deve tornarsene per due settimane in Germania ma la sua partenza non è il ritorno alla libertà per gli Helianos. Non è assenza, in realtà, ma presenza in absentia: l’ombra di Kalter non se ne va, abita l’appartamento e il suo ritorno è un sollievo per Nikolas ma anche per Zoe. Del resto il Capitano, ora promosso Maggiore, è diverso: gentile, indulgente e, diremmo, depresso. Ovvero, ancor più disorientante: con Nikolas un bicchierino la sera, con Zoe si sfiorano le moine. Eppure, l’ennesima tragedia di una Tragedia chiamata Guerra è dietro l’angolo… Tratto dal romanzo di Glenway Wescott, Appartamento ad Atene è la riuscita opera prima di Ruggero Dipaola, che ha fatto incetta di premi nazionali e internazionali, dal miglior film nella sezione Giovani cineasti italiani al Festival di Roma all’analogo riconoscimento del Los Angeles Greek Film Festival passando per il riconoscimento del Sudestival. Girato a Cinecittà e in Puglia, fa avvertire l’eredità letteraria, traducendosi in una pletorica teatralità; tuttavia, pur trattandosi di un kammerspiel con poche libere uscite, lo script sa dare ariosità, brio e, perché no, pathos: ottima la prova degli attori, su tutti il Capitano Sammel, e riuscita l’osmosi tra particolare – la liaison pericolosa tra occupante e occupati – e universale, ovvero il vulnus globale della guerra, di ogni guerra. Non solo, le ragioni dei grandi e dei piccoli, spesso antitetiche, hanno qui pari diritti, e scaturigini dialetticamente poste a confronto: sopra tutto l’Uomo, nel suo essere vittima e carnefice, ugualmente prostrato. Per un’opera prima è già molto, e per Dipaola il futuro appare roseo, se non nella regia tout court – qui i movimenti di macchina sono forzatamente ridotti all’osso – sicuramente nella direzione d’attori. Comunque, un Appartamento arredato dal cinema. Con un certo gusto.

 

coming soon

  • A QUIET PASSION 2
  • Roma 3
  • THE ESCAPE 3