Circuito Cinema - Filmstudio 7B

Lintrusa

L'Intrusa


(id, Italia ) di Leonardo Di Costanzo 95'

Napoli ai giorni nostri. Giovanna è una donna che lavora nel sociale e che si deve confrontare quotidianamente con le problematiche sociali della città. Il centro che dirige offre un luogo protetto in cui crescere e giocare dopo le ore di attività scolastica ai bambini che potrebbero finire precocemente a far parte della manovalanza camorristica. Un giorno Maria, madre di due bambini, chiede e trova rifugio, con il consenso di Giovanna, in un monolocale che appartiene al centro. Giovanna però non sa che si tratta della giovane moglie di un boss della camorra ricercato per un efferato omicidio…  Al suo secondo lungometraggio non documentaristico, Leonardo Di Costanzo sfata la regola non scritta secondo la quale a un buon film di esordio ne segue un secondo non alla stessa altezza qualitativa. L'intrusa infatti non solo conferma che Di Costanzo sa come entrare nel vivo dei temi che affronta ma che sa girare anche con modalità di ripresa e con scelte di location non ancorate a presunti stilemi obbligati. Chi ricorda L'intervallo troverà qui la stessa sensibilità autoriale veicolata da riprese e montaggio diversi. Di Costanzo acquisisce la fisicità al contempo controllata ed empatica della danzatrice Raffaella Giordano e le affida il ruolo di Giovanna, una donna che quotidianamente deve sottoporre al banco di prova della realtà e del pregiudizio le sue scelte che sono dettate dall'esigenza di stare vicina ai più deboli. I quali però a loro volta ritengono di avere acquisito uno status che consente loro di ergersi a giudici. È ciò che accade quando Maria chiede aiuto portando però addosso il marchio della 'moglie del camorrista'. Non importa che sia bisognosa di un rifugio che le consenta di prendere le distanze da un mondo che l'ha attratta quando era una ragazzina poco più grande di quelli che il centro ospita ogni giorno. Le altre mamme non approvano la sua presenza. All'interno della gabbia triangolare (i cui vertici sono costituiti da Giovanna e collaboratori, da Maria e dai genitori dei bambini che frequentano il centro) si trova Rita. È a lei che va garantito un futuro diverso dal presente che già ha iniziato a segnarla e la fa vergognare di suo padre. È a lei che sua madre guarda cercando di nascondere le lacrime, rivedendo se stessa e cercando, come può e come sa, di proteggerla. È un'impresa ardua che richiede delle scelte anche non facili. Come quelle che debbono compiere le Giovanne e i Giovanni che operano ogni giorno nel sociale con strutture cooperative, sostituendo con umanità, professionalità e passione uno stato latitante.

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